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Giro di vite per le oliere dei ristoranti, da oggi non si sfugge al tappo anti-rabbocco

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La Comunità Europea, con l’approvazione della Legge numero 213 bis pubblicata sul supplemento n. 83 della Gazzetta Ufficiale 261, ha ufficialmente sancito la messa al bando della tradizionale oliera comunemente in uso presso ristoranti, pizzerie, mense e bar.
Scatta ora l’obbligo del tappo anti-rabbocco per i contenitori di olio extravergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi.

Per evitare che le oliere vengano furbescamente riempite o allungate con prodotti differenti da quelli indicati, e parimenti che l’olio depositatosi sul fondo – di rabbocco in rabbocco – diventi stantio, si prevede il deterrente di multe salatissime che toccano quota 8mila Euro, nonché la confisca del prodotto.
Va specificato che la restrizione messa in atto è valida solo per le oliere esibite a vista sul banco, mentre non coinvolgerà gli spazi riservati alla cucina interna.

Pizzaioli come “ambasciatori della salute”. Scienza e professionalità alleate a tutela del consumatore

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In merito al recente articolo (www.eccellenzeitaliane.com/notizie/dibattito-pizza-professionista-report.html) che abbiamo elaborato in riferimento alla qualità alimentare e tracciabilità degli ingredienti che concorrono alla realizzazione della pizza, diamo spazio ad un approfondimento tecnico-scientifico che chiarisce ulteriormente i dubbi sollevati dall’inchiesta televisiva del programma Report.

Pubblichiamo dunque il contributo del Prof. Francesco Galli, ricercatore e docente di biochimica e nutrizione presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Perugia, nonché collaboratore da numerosi anni dell’Università dei Sapori. (www.universitadeisapori.it)

Prosegue il dibattito sulla pizza, la parola al professionista e campione mondiale D’Erasmo: “La qualità del Made in Italy non è stata mostrata da Report, è ben altro!”

Il pizzaiolo Marcello D'Erasmo

A seguito della messa in onda del servizio d’approfondimento recentemente realizzato dal programma Report di Rai Tre, ritorniamo come promesso sull’argomento “pizza e dintorni”.

In merito alla reale qualità e digeribilità del prodotto finale, nel corso dell’inchiesta sono stati presentati retroscena desolanti che hanno destato non poche preoccupazioni fra gli appassionati fruitori di quello che, a ragione, può che essere considerato uno dei pilastri della tradizione e identità enogastronomica della nostra nazione.

Il reportage, dalla disamina di analisi di laboratorio e spaziando fra origine degli ingredienti, tempi di lievitazione e modalità di cottura, ha raffigurato la pizza – qualora nella sua preparazione non vengano rispettate determinate e scrupolose regole – come un veicolo di elementi potenzialmente pericolosi per la salute.

Per dipanare ombre e dubbi, abbiamo voluto intervistare un noto specialista del settore, il pluripremiato a livello mondiale Marcello D’Erasmo, titolare della pizzeria “Mamma Rosa” di Ortezzano (FM), insignita dei 3 spicchi distintivi – il massimo livello d’apprezzamento – dalla prestigiosa Guida del Gambero Rosso.

La pizza bruciata fa male? Report indaga scoprendo l’acqua calda

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Domenica 5 ottobre i telespettatori che su Rai 3 assisteranno come di consueto alla prima stagionale del programma Report dovranno reggersi ben saldi, perché a un certo punto potrebbero fare un grosso balzo sulla sedia!

Quello che li attende, stando all’anteprima visionabile su www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/pizza-napoletana-idrocarburi/ad17116e-47f2-11e4-85be-0ddddac1a56f.shtml, è un servizio in cui verrà denunciata ai quattro venti la pericolosità derivata dal fumo nero generato durante la cottura della pizza, che dalla cupola del forno può andare a depositarsi sull’alimento prima della sua consumazione.