Castagna del Monte Amiata (IGP)

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Art. 1
L’indicazione geografica protetta (I.G.P.) “Castagna del Monte Amiata” è riservata alle castagne ottenute da fustaie di castagno da frutto (Castanea Sativa Mill.) delle varietà descritte al successivo art. 2 le cui caratteristiche sono da attribuirsi esclusivamente a fattori naturali e all’opera dell’uomo, conformemente agli elementi e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2
L’indicazione geografica protetta designa le castagne prodotte nella zona delimitata al successivo art. 3 del presente disciplinare e riferibili alle varietà correntemente conosciute come Marrone, Bastarda Rossa, Cecio.
Art. 3
La zona di produzione della “Castagna del Monte Amiata”, di cui al presente disciplinare, comprende l’intera circoscrizione comunale dei comuni di Arcidosso, Casteldelpiano, Santa Fiora e Seggiano in provincia di Grosseto e parte del territorio dei comuni di Cinigiano e Roccalbegna in provincia di Grosseto e dei comuni di Castiglione d’Orcia, Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio in provincia di Siena.
(omissis) Art. 4
Le condizioni ambientali delle fustaie di castagno destinate destinati alla produzione della “Castagna del Monte Amiata” devono essere quelle tradizionali della zona.
Sono pertanto da considerarsi idonee le fustaie di castagno da frutto site nella zona fitoclimatica del Castanetum del Monte Amiata, e comunque ubicate nella fascia compresa tra i 350 e i 1000 m.s.l.m., coltivate in terreni derivati in massima parte da rocce vulcaniche e arenacee e comunque a prevalente o abbondante componente silicea, atti così a conferire al prodotto in questione la sua tipica qualità organolettica (1).
I sesti d’impianto, le forme di allevamento, i sistemi di potatura periodica e pluriennale, devono essere quelli in uso tradizionale e generalizzato nella zona amiatina o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche di tipicità dei frutti. La densità di piante ad ettaro sarà compresa tra un minimo di 60 ed un massimo di 150 piante.
E’ vietata ogni somministrazione di fertilizzanti di sintesi ed il ricorso a fitofarmaci nella fase produttiva.
La raccolta potrà essere effettuata a mano o con mezzi meccanici idonei tali da salvaguardare l’integrità del prodotto. La pezzatura minima ammessa per ognuna delle tre varietà descritte è pari a 80 acheni per chilogrammo netto allo stato fresco. Per le annate con andamento climatico particolarmente sfavorevole è ammessa una tolleranza del 10%.
La produzione dell’I.G.P. “Castagna del Monte Amiata” non potrà superare la produzione massima di kg 12 per pianta e di kg 1.800 per ettaro.
Le operazioni di cernita, di calibratura, di trattamento e conservazione dei frutti debbono essere effettuate nell’ambito del territorio di produzione così come delimitato all’art. 3.
La conservazione del prodotto dovrà essere fatta mediante cura in acqua fredda per non più di sette giorni senza aggiunta di alcun additivo, o mediante sterilizzazione con bagno in acqua calda e successivo bagno in acqua fredda senza aggiunta di alcun additivo e secondo la corretta tecnica locale. È ammessa la conservazione tramite surgelazione secondo le modalità previste per i prodotti surgelati.
Art. 5
La sussistenza delle condizioni di idoneità di cui all’articolo precedente è accertata in particolare mediante iscrizione delle fustaie di castagno da frutto di cui all’art. 4, in apposito albo tenuto ed aggiornato dalla regione Toscana o da un organismo privato che risponda ai requisiti della norma EN 45011.
L’iscrizione delle fustaie all’albo dovrà specificare la ditta proprietaria del castagneto, la superficie della fustaia con i rispettivi dati catastali, ed il numero di piante esistenti per ogni singola varietà, e dovrà essere effettuata entro il 30 aprile dell’anno a decorrere dal quale il produttore intende contrassegnare il prodotto con l’indicazione geografica protetta; entro al stessa data devono essere presentate le domande intese ad apportare eventuali modifiche all’iscrizione stessa.
La raccolta dei frutti deve avvenire tra il 15 settembre ed il 15 novembre di ogni anno. In caso di andamento stagionale avverso o fuori norma, l’organismo che gestisce l’albo può protrarre la raccolta fino ad un massimo di altri 15 giorni, ed in tal caso rende pubblica la proroga del termine di raccolta con la pubblicazione sui quotidiani locali e l’affissione agli albi comunali dei comuni nel cui territorio rientra la zona di produzione dell’I.G.P.
Entro dieci giorni dalla fine della raccolta deve essere presentata all’organismo che gestisce l’albo, la denuncia di produzione relativa all’annata in corso. La denuncia di produzione da parte di un produttore può essere fatta in più volte, e chi gestisce l’albo rilascerà, di volta in volta, attestazione del prodotto denunciato.
Art. 6
Per l’immissione al consumo gli acheni devono appartenere esclusivamente ad una sola varietà fra quelle indicate all’art. 2, con divieto assoluto di mescolare tra loro le partite di varietà diverse e devono essere commercializzate in contenitori per alimenti a retina, con maglie non superiori a 4 millimetri di lato di un quadrato. Il confezionamento del prodotto deve avvenire nell’ambito della zona di cui all’art. 4.
I frutti dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche: – dimensioni: grandi; – forma: obovata od ovale con apice poco pronunciato; – colore: rossastro con striature più scure; – ilo: colore nocciola e a contorni regolari; – episperma: facilmente asportabile di colore fulvo chiaro; – seme: colore crema chiaro; – sapore: delicato e dolce.
I prodotti trasformati possono menzionare in etichetta che il prodotto stesso è ottenuto dalla “Castagna del Monte Amiata”, purché il trasformatore si sottoponga ai controlli da parte dell’organismo di cui all’art. 8 e rispetti le prescrizioni impartite da detto organismo relativamente alla conservazione del prodotto fresco.
Art. 7
La “Castagna del Monte Amiata” con indicazione geografica protetta (I.G.P.) deve essere confezionata nei contenitori di cui al precedente articolo nei pesi definiti e con quantità nominali conformi al bollo di garanzia di: 1.000, 2.000, 5.000, 10.000, 30.000 grammi. Detti contenitori devono essere chiusi e sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo. Il sigillo, oltre al bollo di garanzia dell’organismo di controllo, è costituito da una etichetta inamovibile che deve riportare le seguenti indicazioni: A) “Castagna del Monte Amiata”, seguita immediatamente al di sotto dalla dicitura “Indicazione Geografica Protetta” (I.G.P.), conformemente al logo descritto nell’allegato A e facente parte integrante del presente disciplinare; B) con caratteri ridotti del 50% rispetto alla scritta “Castagna del Monte Amiata”, è obbligatorio inserire nella etichettatura il nome della varietà delle castagne contenute nella confezione (Marrone, Bastarda Rossa, Cecio); C) nome, cognome o ragione sociale del produttore, nonché la ditta e la sede di chi ha effettuato il condizionamento del prodotto (sia esso il produttore o terzi); D) quantità di prodotto contenuta all’origine nei contenitori, espressa in conformità delle norme metrologiche vigenti.
È fatto divieto assoluto di usare qualsiasi altra denominazione o aggettivazione aggiuntiva.
Sono consentite eventuali indicazioni complementari ed accessorie non aventi carattere laudativo e non idonee a trarre in inganno il consumatore sulla natura e sulle caratteristiche del prodotto.
________________________________ (1) La modifica del comma nei termini riportati è stata proposta sulla G.U. 108/2001.

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