Carota dell’Altopiano del Fucino (IGP)

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Regione: Abruzzo Riconoscimento CE: Reg. CE n. 148/2007

ART.1 (Nome del prodotto) -L’indicazione geografica protetta “Carota dell’Altopiano del Fucino“,è riservata alle carote prodotte nel comprensorio dell’Altopiano del Fucino che rispondono ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di Produzione, redatto sulla base delle disposizioni di cui al Reg. CEE n. 2081/92.
ART. 2 (Varietà coltivate) L’ IGP “Carota dell’Altopiano del Fucino IGP” designa le carote delle cultivars della specie “Daucus carota L.”, prodotte nella zona delimitata dal successivo art. 3 del presente disciplinare. Il prodotto deve avere le caratteristiche di seguito elencate: forma: prevalentemente cilindrica con punta arrotondata, priva di peli radicali e assenza di cicatrici profonde nei punti di emissione del capillizio, epidermide liscia, colore arancio intenso su tutta la radice,” colore: arancio intenso compreso il colletto contenuto: saccarosio > 3%; beta carotene 95-100 mg/Kg; proprieta fisiche: croccantezza della polpa e rottura vitrea; ART. 3 (Zona di produzione) La zona di produzione della “Carota dell’A.ltopiano del Fucino” di cui al presente disciplinare è l’intero comprensorio dell’Altopiano del Fucino. La delimitazione viene individuata dalla Strada Provinciale Circonfucense e include porzioni di territorio, suddivise da strade interpoderali ed appezzamenti numerati, appartenenti ai seguenti Comuni della provincia, di L’Aquila: Avezzano e frazioni; Celano e frazioni; Cerchio; Aielli; Collazmele; Pescina; S.Benedetto dei Marsi; Gioia nei Marsi e frazioni; Lecce dei Marsi; Ortucchio; Trasacco; Luco dei Marsi.
Per la delimitazione dei confini sono state utilizzate le carte IGM 1:25.000 della Regione Abruzzo ricadenti nei fogli: F° n. 145 II – F° n. 146 III’- F° n. 151 I’- F° n. 152 IV
PERIMETRAZIONE DELL’AREA -Altopiano del Fucino- Partendo da Avezzano (A.Q), percorrendo la strada Via Fucino in direzione sud fino al km 2 si incontra il semaforo di Borgo Via Nuova, svoltando immediatamente a sinistra ci si immette sulla strada Circonfucense di cui al comma 1 del presente articolo. Durante il percorso, che riporterà esattamente al punto di partenza, si incontra la localita Caruscino, si prosegue attraversando gli incroci di Str. 7, Str. 8, Str.10, Str. 11 fino a Paterno di Avezzano località Pietragrossa, si prosegue sempre fino alla casa di guardia n. VI di Borgn Str. 14. Senza lasciare la strada Circonfucense si prosegue attraversando gli incroci di Str. 17, Str. 18, Str. 19, Str. 20 fino ad arrivare a S. Benedetto dei Marsi incrocio di Str. 22. Si prosegue attravezsando gli incroci di Str. 23, Sr. 24, Str. 25, Str. 26, Str. 27 fino ad arrivare al Comune di Ortucchio incrocio di Str. 28. Si prosegue attraversando gli incroci di Str. 29, Str. 30, Str. 31, Str. 32 in località Balzone fino ad arrivare al Comune di Trasacco incrocio di Str. 36. Proseguendo e costeggiando sempre il Canale Allacciante Meridionale si attraversano gli incroci di Str.37, Str. 38, Str. 39, Str. 40 fino al Comune di Luco dei Marsi, si oltrepassa il paese e si prosegue attraversando gli incroci di Str. 43, Str. 44, Str. 45 fino ad arrivare a Borgo Incile Str. 1. Proseguendo ancora si incontra l’ex Zuccherificio di Avezzano fino ad arrivare all’incrocio di Via Fucino, punto di partenza.
ART. 4 (Origine del prodotto) La coltivazione delle carote in pieno campo è iniziata, nell’Altopiano del Fucino nel 1950. I notevoli redditi assicurati dalla coltura haano destato l’interesse degli agricoltori, che hanno così inserito la carota nella rotazione colturale classica in uso nel Fucino. Insieme ai benefici economici, la coltivazione della caroota ha determinato un alluagamento della rotazione colturale, cosa che ha ridotto notevolmente fenomeni negativi come le proliferazioni di insetti ospiti o il fenomeno della stanchezza del terreno che tanti problemi arrecavano alle colture del Fucino. Al riguardo è da sottolineare come il controllo dei nematodi della patata e della barbabietola da zucchero sia oggi affidato alla corretta rotazione colturale, resa possibile anche grazie all’introduzione della carota, contrariamente a quanto si faceva in passato con i micidiali nonche costosi trattamenti nematocidi, effettuati con fumigazioni a base di bromuro di metile. Il successo raggiunto da tale coltura, che la pone come coltivazione di punta trainante tutto il comparto orticolo del Fucino, èindividuabile anche nel grado di preferenza e nella notorietà che questa produzione riscontra nei mercati nazionali ed esteri. Una notorietà che induce molti operatori a far uso della denominazione di Origine “Fucino” per commercializzare prodotto proveniente da altre aree di produzione. Ne consegue, pertanto, la necessita di garantire l’origine del prodotto, rnediante procedure che assicurino la tracciabilita delle varie fasi di produzione, ed il controllo dei produttori e delle particelle catastali su cui si coltiva la carota del Fucino iscritti in appositi elenchi. I predetti controlli verranno svolti da un organismo conforme a quanto riportato al successivo art. 7. Lo stesso organismo, accreditato presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dovrà verificare anche la rispondenza del prodotto “Carota dell’altopiano del Fucino IGP” alle prescrizioni del disciplinare.
ART. 5 (Terreni – Semine – Tecniche colturali -Raccolta e Lavorazione) (Terreni) I terreni destinati alla coltivazione della carota dovranno essere ubicati nella zona di produzione di cui al precedente art. 3. Nella preparazione degli impianti si procede con: aratura; fresatura per l’affinamento della superficie; rullatura per consentire una profondita di semina costante; Non èconsentita la concimazione diretta della coltura mediante letamazione onde emtare fenomeni di imbrunimento della radice a causa della decomposizione della sostanza organica.
(Semine) Con questa operazione, esclusivamente meccanica per garantire l’uniformità di distribuzione, si provvede a mettere a dimora da 2 a 2,5 milioni di seme per ettaro adottando una interfila di 30 – 35 cm mentre sulla fila il seme è distribuito su bande della larghezza di 5 – 7 cm oppure in file binate continue. La densita colturale ottimale che si ricerca è in funzione della destinazionedel prodotto: per il mercato del fresco il valore è intorno alle 120 piante per metro guadrato che scende a 100 piante per metro quadrato per le carote destinate all’industria di trasformazione. Il seme èposto ad una profondità variabile dai 0.5 ai 1,5 cm. L’avvicendamento o rotazione colturale da osservare obbligatoriamente è minimo di 4 anni.
(Tecniche colturali) Eseguite normalmente a macchina, le tecniche colturali si effettuano facendo attenzione a non danneggiare le radici o costipare eccessivamente il terreno nelle interfile. Sono comunque prescritte: almeno una sarchiatura con ausilio di ripuntatori profondi per consentire il controllo delle infestanti e la riduzione di compattezza del terreno per assicurare uno sviluppo armonioso della radice senza strozzature o piegamenti almeno una rincalzatura per evitare fenomeni di inverdimento del colletto.
(Irrigazioni) Le irrigazioni vanno effettuate con modesti ma frequenti volumi di adacquamento senza superare i 400 mc per intervento. Nel periodo estivo (luglio, agosto) le irrigazioni, se necessarie, devono essere effettuate durante le ore fesche della notte e del mattino, per evitare daani alla pianta a causa della notevole escursione termica che si creerebbe per la notevole differenza di temperatura esistente tra acqua ed ambiente surriscaldato dal sole estivo.
(Raccolta e lavorazione) La raccolta èpraticata valutando gli stadi di maturazione piu idonei in funzione della destinazione del prodotto e della tipologia di confezionamento; essa si effettua nel rispetto delle norme comuni di qualità e delle caratteristiche di cui all’art. 2 del presente disciplinare. Il prodotto da destinare alla conservazione dovrà essere raccolto a sviluppo ultimato e non prima del termine previsto per la cultivar. Inoltre si dovrà tener conto dell’andamento climatico per garantire conservabilita e mantenimento delle caratteristiche qualitative ed organolettiche. Pertanto durante il periodo estivo (luglio, agosto) la raccolta si effettua nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio cosi da evitare l’esposizione al sole del prodotto.
Appena raccolte, le carote devono essere trasportate nei centri di condizionamento, dove, prirna del lavaggio e confezionamento, subiscono un (rapido) raffreddamento utile a garantire loro un mantenimento delle caratteristiche di croccantezza, colore dell’epidermide e sapore.
(Caratteristiche del Prodotto) Le carote ammesse a tutela, all’atto della commercializzazione, devono avere le seguenti caratteristiche minime: forma della radice prevalentemente cilindrica con punta arrotondata, priva di peli radicali e assenza di cicatrici profonde nei punti di emissione del capillizio, epidermide liscia, colore arancio intenso su tutta la radice; dimensioni e peso delle radici tali da soddisfare le norme comuni di qualità e coafezionamento fissate dalla normativa comunitaria.
ART.6 (Legame con l’ambiente) La diffusione della coltivazione nel territorio suddetto si identifica negli oltre 2200 ha investiti a carota. La produzione si attesta su circa 1,5 milioni di quintali annui, che rappresenta mediamente il 30% della produzione nazionale, il 5% della produzione europea e l’1% di quella mondiale. La grandissima disponibilità di prodotto ha favorito, limitamente all’area considerata, attivita correlate di condizionamento e confezionamento del prodotto nonché la realizzazione di impianti di trasformazione della carota sia in cubetti che in succhi. Tutto ciò ha contribuito ha creare un sistema che associa alle ottime caratteristiche pedoclimatiche dell’area, il notevole grado di specializzazione degli operatori di settore, sia essi coltivatori che commercianti e il notevole patrimonio di strutture di lavorazione che assicurano all’area la notorietà di area caroticola per eccellenza.
ART. 7 (Controlli e vigilanza) I controlli e la vigilanza saranno garantiti da un Organismo conforme all’art. 10 del Reg. CEE2081/92.
ART. 8 (Confezionamento ed etichettatura) Il prodotto deve essere posto in vendita in appositi imballaggi nuovi, realizzati in legno, cartone o plastica distinto da apposita etichetta riportante le seguenti indicazioni: la denominazione “CAROTA DELL’ALTOFIANO DEL FUCINO” IGP INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA, realizzata a caratteri almeno doppi a quelli di ogni altra iscrizione. Sulle confezioni di cui sopra devono essere apposti tutti gli elementi atti ad individuare nome, ragione sociale, indirizzo dell’azienda produttrice/confezionatrice e quant’altro previsto dalle norme in materia. E’ vietata qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente disciplinare.
Art. 9 (Logo) Il marchio di identificazione èrappresentato, nella parte superiore, dalla scritta di colore verde Pantone P.C.S. (S274-1 CVS), bordato di nero, Carota dell’Altopiano del Fucino, carattere Cooper blk hd bt, con evidente andamento sinuoso come a rappresentare un’altura nella parte centrale della scritta (Altopiano) e una piu bassa nella parte finale (Fucino). Nella parte sottostante, la scritta INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA, carattere Arial rounded mt bold di colore bianco ottenuto dal contorno con riempirnento di colore blu reflex. A sinistra delle scritte il logo I.G.P. della CE.

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