Arancia di Ribera (DOP)

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altRegione: Sicilia

Riconoscimento CE: 2011
Art.1 – DENOMINAZIONE
La Denominazione d’Origine Protetta “Arancia di Ribera” è riservata ai frutti che rispondono alle
indicazioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2 – DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
La Denominazione d’Origine Protetta “Arancia di Ribera” è riservata alle produzioni derivanti dalle
seguenti varietà:
a) Brasiliano con i cloni: Brasiliano comune, Brasiliano risanato;
b) Washington Navel , Washington navel comune, Washington Navel risanato, Washington Navel
3033;
c) Navelina con i cloni: Navelina comune, Navelina risanata e Navelina ISA 315;
All’atto della sua immissione al consumo la Denominazione d’Origine Protetta “Arancia di Ribera”
presenta le seguenti caratteristiche:
frutto (esperidio)
– diametro traverso minimo di 70 mm;
– calibro minimo di 6 secondo la classificazione europea;
– forma tipicamente sferica-ellissoidale (ovoide o schiacciata o ellittica) con ombelico interno;
– colore della buccia arancio uniforme, con tendenza al rossastro a fine inverno;
– polpa con colore arancio uniforme, tessitura fine e soda, senza semi;
succo
– colore arancio;
– resa in succo non inferiore al 40 %;
– contenuto di solidi solubili compreso tra 9 e 15 Brix;
– acidità compresa tra 0.75 e 1.50;
– rapporto solidi solubili/acidi organici titolabili non inferiore a 8.
La DOP “Arancia di Ribera” è riservata alle arance appartenenti alla categoria commerciale “Extra”
e “ I ”.
Art. 3 – ZONA DI PRODUZIONE
La zona di produzione dell’ “Arancia di Ribera” comprende le aree della Provincia di Agrigento
ricadenti nei Comuni di: Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana,
Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Ribera, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula e della Provincia di
Palermo nel comune di Chiusa Sclafani.
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Art. 4 – PROVA DELL’ORIGINE
Ogni fase del processo produttivo viene monitorata in modo da garantire il rispetto delle norme
contenute nello specifico disciplinare. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi,
gestiti dall’organismo di controllo, delle particelle catastali sulle quali avviene la coltivazione, dei
produttori e dei confezionatori, nonché attraverso la denuncia tempestiva, alla struttura di controllo,
delle quantità prodotte, è garantita la tracciabilità del prodotto. Tutte le persone, fisiche e giuridiche
iscritte nei elenchi sono assoggettate al controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di
produzione e dal relativo piano di controllo.
Art. 5 – METODO DI OTTENIMENTO
La produzione della “DOP Arancia di Ribera” proviene da impianti condotti con i seguenti metodi:
a) tradizionale: ottenuto mediante l’adozione dei sistemi ordinari praticati nel comprensorio ai sensi
delle norme di “Normale buona pratica agricola” in conformità ai Regolamenti comunitari e nel
rispetto dei limiti dei residui di fitofarmaci;
b) integrato: ottenuto con l’osservanza delle norme tecniche di produzione integrata della Regione
Siciliana in conformità ai Regolamenti comunitari in materia agroambientale;
c) biologico: in conformità al Regolamento CEE 2092/91 e successive modificazioni.
La densità di piantagione è compresa tra 400 e 650 piante per ettaro.
I portinnesti ammessi sono i seguenti: Citrus aurantium (arancio amaro o melangolo), citrange
Troyer, citrange Carrizo, citrumeli, Poncirus trifoliata, mandarino Cleopatra, Citrus macrophylla,
esenti da virosi e dotati di alta stabilità genetica.
L’operazione di raccolta avviene manualmente e il distacco dei frutti deve essere effettuato con
forbici.
La produzione massima per gli agrumeti non può superare i 400 quintali per ettaro. In annate
eccezionalmente favorevoli tali limiti possono essere superati al massimo del 10%.
E’ fatto assoluto divieto di praticare la deverdizzazione dei frutti.
TECNICHE DI ALLEVAMENTO
Per la produzione della “DOP Arancia di Ribera” sono utilizzate due tipologie d’impianto: costituzione
di nuovi agrumeti attraverso messa a dimora di giovani piante da vivaio, riconversione varietale di
agrumeti già esistenti con le nuove cultivar.
In entrambi i casi il materiale di propagazione utilizzato (marze, portinnesti, piante innestate) deve
essere certificato.
Nuovo Impianto
Il sesto adottato deve essere tale da consentire un’agevole esecuzione delle principali operazioni
colturali e il transito delle attrezzature agricole e al contempo garantire un equilibrato sviluppo
vegeto-produttivo delle piante. A tal fine la densità d’impianto nei nuovi impianti dovrà essere
compresa tra 400 e 650 piante/Ha, in dipendenza del portinnesto utilizzato.
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La messa a dimora viene effettuata nel periodo invernale, a partire dal mese di dicembre fino a tutto
marzo, con piante di uno o due anni e punto di innesto ad un altezza compresa tra 50 e 60 cm
avendo cura di non ricoprire il colletto per prevenire l’insorgenza di fitopatie.
Reinnesto
La tecnica del reinnesto si esegue su agrumeti preesistenti che rispondano ai seguenti requisiti
minimi:
• densità compresa tra 400 e 650 piante/ha;
• buone condizioni vegetative e sanitarie;
I reinnesti si effettuano nella stagione primaverile, nei mesi di marzo e aprile, adottando la tecnica “a
penna”, “a corona” o “a pezza”. Il reinnesto deve essere preceduto da una energica potatura,
direttamente sul fusto o le branche principali della varietà che si vogliono reinnestare.
Potatura
Gli interventi di potatura vengono eseguiti da febbraio a settembre e devono consentire la
formazione di una struttura a “globo” armonica e “piena”. La potatura viene effettuata annualmente
con interventi cesori moderati, miranti ad evitare che si crei un affastellamento della vegetazione
all’interno della chioma.
GESTIONE DELLA FLORA SPONTANEA
Il controllo delle erbe infestanti viene effettuato con poche lavorazioni meccaniche, utilizzando
attrezzi che operano superficialmente per evitare di danneggiare l’apparato radicale.
LAVORAZIONI
La prima lavorazione si esegue nel periodo compreso tra il 1° marzo ed il 30 aprile e ha lo scopo di
ripulire il terreno e interrare i concimi, che vengono distribuiti in questo periodo dell’anno. Successivi
interventi sono consentiti nel periodo primaverile/estivo, ad allegagione avvenuta.
NUTRIZIONE E CONCIMAZIONE
La concimazione viene eseguita nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 30 settembre, anche in
fertirrigazione.
Metodo convenzionale e integrato
La concimazione si esegue con concimi organici e/o granulari complessi organici o organo-minerali
o minerali interrati con una leggera lavorazione del terreno.
Metodo biologico
La concimazione si esegue con prodotti autorizzati ai sensi del Reg. CE 2092/91 e successive
modifiche. Si esegue con concimi organici o organo-minerali interrati tramite una leggera
lavorazione del terreno o in fertirrigazione.
IRRIGAZIONE
L’irrigazione avviene con il metodo a microgetto localizzato sia a “farfalla” che “a baffo”.
DIFESA FITOSANITARIA
La prevenzione ed il controllo fitosanitario dai fitopatogeni, insetti e acari fitofagi si differenzia a
seconda della tecnica di produzione attuata, (tradizionale, integrata o biologica).
RACCOLTA
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La raccolta per la varietà Navelina inizia il 1° novembre e termina alla fine di febbraio; mentre per le
varietà Brasiliano e Washington navel inizia nella prima decade di dicembre e termina alla fine di
maggio. Il taglio dei frutti è effettuato con l’ausilio di forbici al fine di evitare il distacco del calice.
CONDIZIONAMENTO
Per i frutti non immessi immediatamente al consumo, dopo la raccolta è permessa la conservazione
a basse temperature. Le condizioni di conservazione nelle celle frigorifere sono: temperature
compresa tra 3 e 6 °C., umidità relativa tra il 75 – 95%. I tempi di condizionamento non devono
superare i 90 giorni dalla raccolta.
Al fine di salvaguardare la qualità e l’integrità delle produzioni a “DOP”, tutte le operazioni di
condizionamento dovranno avvenire all’interno dell’area di produzione delimitata ai sensi dell’art. 3,
in quanto lunghi trasporti e successive manipolazioni favoriscono l’insorgenza di fenomeni patogeni
e contaminazioni del prodotto. Infatti, l’Arancia di Ribera non subisce alcun trattamento chimico sia
in pre e post raccolta sia nella fase di condizionamento, se non quello del lavaggio con acqua
potabile. L’assenza sulla buccia di cere e conservanti chimici rende l’Arancia di Ribera più sensibile
ai trasporti e alle manipolazioni.
ART. 6 LEGAME CON L’AMBIENTE
Le caratteristiche peculiari dell’Arancia di Ribera sono:

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