Olio Extravergine d’oliva ‘Vulture’ – Disciplinare

Art. 1DenominazioneLa denominazione di origine protetta ‘Vulture’ è riservata esclusivamente all’olio extravergine dioliva rispondente alla normativa nazionale e comunitaria vigente ed al presente disciplinare diproduzione.
Art.2Varietà di olivo e caratteristiche al consumoL’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’ DOP è ottenuto dalla frangitura delle olive delle seguentivarietà: per almeno il 70% cultivar ‘Ogliarola del Vulture’; possono concorrere altresì le seguentivarietà: ‘Coratina’, ‘Cima di Melfi’, ‘Palmarola’,’Provenzale’, ‘Leccino’, ‘Frantoio’,’Cannellino’, ‘Rotondella’, in misura non superiore al 30%, da sole o congiuntamente.
Le caratteristiche dell’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’ DOP al momento del confezionamentodovranno essere le seguenti:Caratteristiche fisico-chimichea) Acidità espressa in acido oleico:   . 0,5 %;b) Indice di perossidi (mEq di O2/Kg): .   11;c) Polifenoli totali (mg/l):   . 150;d) K232:    2,0.
Valutazioni organolettiche1 Colore: giallo ambrato con riflessi verdi;2 Odore/flavourFruttato: mediana 4   6 e note d’erba falciata moderato;- pomodoro mediana 4   6.
Amaro debole/moderato mediana 2 – 4;Piccante debole/moderato mediana 2   4.
Art. 3Zona di produzioneLe olive destinate alla produzione dell’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’ DOP devono essereprodotte e trasformate nell’intero territorio amministrativo dei comuni di: Melfi, Rapolla, Barile,Esonero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e VenosaArt. 4OrigineL’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’ DOP possiede singolari qualità organolettiche che lodifferenziano nettamente da altri oli, dimostrate da una ampia documentazione storica e dovute inparticolare alla secolare dedizione degli olivicoltori e frantoiani del Vulture che hanno saputo legarequesta produzione alle particolari condizioni pedoclimatiche della zona di produzione.
La tracciabilità del prodotto è garantita da una serie di adempimenti a cui si sottoporranno iproduttori e l’organismo di controllo terrà un registro degli olivicoltori, uno dei frantoiani ed unodegli imbottigliatori.
Gli olivicoltori, i frantoiani e gli imbottigliatori devono preventivamente aderire al sistema dicontrollo per la produzione di olio DOP ‘VULTURE’, presentando richiesta all’organismo dicontrollo e fornendo tutti i dati necessari per individuare l’oliveto e l’impianto di trasformazione e/odi imbottigliamento, l’organismo di controllo, effettuato gli accertamenti, se sono rispettati irequisiti previsti dal presente disciplinare e dal dispositivo di controllo iscrive l’oliveto e l’impiantodi trasformazione e/o di imbottigliamento negli appositi registri.
Le olive, raccolte dagli oliveti preventivamente iscritti nell’apposito registro, per la produzionedella DOP vengono identificate nei contenitori, trasportate, ricevute e stoccate separatamente dalfrantoio in attesa della molitura. Annualmente l’olivicoltore comunica all’organismo di controllo laquantità di olive prodotte ed il frantoio presso il quale sono state conferite.
Il frantoio riceve le olive, rilascia apposita ricevuta di conferimento all’olivicoltore con indicazionedella quantità e dell’oliveto di provenienza, verificando che lo stesso oliveto sia iscrittonell’apposito registro.
Le olive, in attesa della molitura, vengono immagazzinate identificandole con appositi cartelli: dopola molitura vengono costituiti lotti omogenei di olio con specifico riferimento alle ricevute diconferimento delle olive rilasciate agli olivicoltori.
Annualmente il frantoio comunica all’organismo di controllo la produzione di olio con i relativilotti, i produttori di olive e le quantità di olive conferite che hanno generato i lotti.
Per ogni lotto di olio viene tenuta traccia durante i trasferimenti commerciali e di confezionamento,riportando il numero del lotto su ogni bolletta di trasferimento e/o di imbottigliamento.
Art. 5Coltivazione La coltivazione degli oliveti destinati alla produzione dell’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’DOP deve essere quella tradizionale, tipica della zona, tale da conferire all’olio le specifiche,caratteristiche qualitative ed in particolare i sesti di impianto e le forme di allevamento sono quellitradizionali in uso nella zona di produzione. Per i nuovi impianti i sesti consentiti saranno iseguenti: 5 x 5; 5 x 6; 6 x 6; 6 x 7; 7 x 7, mentre sarà conservata la tipica forma di allevamento avaso basso.
La potatura sarà manuale con la possibilità di utilizzare attrezzi pneumatici che agevolano leoperazioni. La difesa fitosanitaria consentita contro la mosca delle olive ‘Dacus oleae’ e la tignola’Prais oleae’ è attuata nel rispetto dei disciplinari per la lotta integrata della Regione Basilicata. Lalotta alle infestanti deve essere effettuata solo con le lavorazioni meccaniche ed è vietato l’uso deldiserbo chimico. La produzione massima di olive non può superare le otto tonnellate per ettaro. Laresa massima in olio non deve superare il 20% del péso del prodotto conferito. La raccolta deveessere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura, fino al 31 di dicembre. La raccolta deve essereeseguita manualmente tramite brucatura e pettinatura, o meccanicamente con agevolatrici escuotitori in ogni caso devono essere utilizzate le reti per agevolare la raccolta Tuttavia e vietata laraccolta delle olive cadute naturalmente sul terreno e quella sulle reti permanenti E’ vietato altresìl’uso di cascolanti.
Il trasporto delle olive al frantoio deve avvenire nella stessa giornata di raccolta in cassette diplastica fessurate contenenti fino a Kg 25 di olive oppure in bins (cassoni di plastica fessuraticontenenti fino a 400 kg di olive), per permettere la circolazione dell’aria ed evitare danni alledrupe La fase di conservazione delle olive nel frantoio deve essere limitata il più possibile, nonsuperare le 24 ore e deve avvenire m modo da garantire l’aereazione delle olive.
Art. 6Metodo di ottenimento Per la molitura delle olive e l’estrazione dell’olio sono ammessi solo processi meccanici e fisici; èvietato ricorrere a prodotti ad azione chimica, biochimica e meccanica, quali l’uso del talco, non èconsentita la doppia centrifugazione della pasta di olive senza interruzione, denominato metodo delripasso. La gramolatura dovrà essere effettuata alla temperatura massima di 27°C per una durata di40 minuti al massimo. Tutte le gramolatrici devono essere fornite di adeguato termometro per larilevazione della temperatura della pasta di olive. L’olio deve essere conservato nella zona diproduzione, in locali poco illuminati, in serbatoi di acciaio inox o posture interrate rivestite inacciaio inox, piastrelle in gres porcellanato, vetro o vernice epossidica. La temperatura diconservazione non deve superare i 18° C e non deve scendere al di sotto di 10° C. Lacommercializzazione deve avvenire in contenitori di vetro o di banda stagnata di capacità nonsuperiore a cinque litri. Inoltre, il prodotto può essere confezionato in bustine monodose.
Tutte le operazioni, ossia la produzione e la trasformazione delle olive, la conservazione dell’olio,riguardanti il prodotto ‘Vulture’ DOP devono essere effettuate nell’ambito della zona diproduzione. Il condizionamento può avvenire nella zona di produzione e fuori della stessa: in ognicaso deve essere garantito il controllo e la tracciabilità riportando sempre sulle bolle ditrasferimento il lotto dell’olio ed il frantoio di produzione. È consentito l’ottenimento dell’olioextravergine ‘Vulture’ DOP con metodo biologico Art. 7Legame L’area geografica delimitata è caratterizzata e conosciuta con il nome del monte ‘Vulture’, unvulcano spento situato nell’area centrale dell’Appennino meridionale a circa 60 km dal mare. Iterreni coltivati ad oliveto per la produzione dell’olio ‘Vulture’ sono situati sulle pendici delVulture esposte ad est   sud/est, poiché il monte influenza il microclima e protegge gli oliveti daiventi freddi invernali. I territorio delimitato si estende fra un’altitudine s.l.m. tra i 400 e i 700 metried ha un microclima particolare caratterizzato da una situazione di tipo continentale con inverni ingenere lunghi e freddi, ed estati brevi e spesso secche. Le precipitazioni medie raggiungono i 750mm per anno con punte fino a 1000 mm nelle zone più interne. Sono per lo più concentrate nelperiodo autunno invernale, con una buona presenza all’inizio della primavera; ma non mancanoprecipitazioni anche nella primavera inoltrata ed in estate. La temperatura media annua oscilla fra i14 ed i 15°C ed i mesi più freddi sono gennaio e febbraio con temperature medie di 4   6°C e chespesso scendono anche sotto lo zero: trattasi di condizioni climatiche al limite della sopravvivenzadell’olivo le cui coltivazioni confinano, nella parte più alta, con il castagno. Il clima piuttosto freddodella zona di produzione determina, come dimostrato da numerosi autori, un maggior contenuto dipolifenoli nell’olio. I terreni di origine vulcanica sono particolarmente fertili per la derivazione datufi vulcanici leucitiferi, ben forniti di anidride fosforica, potassa e calce, a cui va aggiunta unabuona dotazione di sostanza organica di circa il 6%. Secondo ricerche condotte dall’Università dellaBasilicata, da Metapontum Agrobios e dalla stessa Regione Dipartimento Agricoltura e SviluppoRurale i terreni del Vulture sono ricchi di potassio scambiabile (mediamente superiore a 450 ppm),di calcio scambiabile (mediamente superiore a 3.000 ppm), di magnesio scambiabile (mediamentesuperiore a 170 ppm). Il potassio nella pianta si trova principalmente nelle cavità cellulari in formaionica ed interviene nella formazione dei glucidi e protiti, nei processi di assimilazione, direspirazione e di movimento dell’acqua nella pianta. Ulteriore elemento che caratterizza il territorioe la denominazione è la presenza della varietà ‘Ogliarola del Vulture’, varietà autoctona che neisecoli naturalmente e con l’aiuto degli olivicoltori si è selezionata occupando l’area geograficadelimitata: la varietà non ha potuto espandersi a più elevate altitudini per i rigori dell’inverno e nellezone più calde data la presenza di varietà più produttive con piante di maggiore vigoria e più resistenti alle alte temperature. Infatti è stato dimostrato da diversi autori che esiste una correlazionetra l’origine della varietà e la tolleranza alle temperature: le varietà native di località più freddemostrano una minore tolleranza alle alte temperature, mentre le varietà native di località più caldesono più tolleranti e viceversa. Di conseguenza l’Ogliarola del Vulture occupa solo il territorio diproduzione dell’olio Vulture DOP. Nel Vulture, l’olivo non è solo risorsa produttiva ma anche unelemento che caratterizza l’identità paesaggistica ed ambientale del territorio, proteggendo lo stessoterritorio dalle calamità atmosferiche da cui spesso, purtroppo questo territorio è colpito.
Occupando le pendici esposte ad est-sud del Monte Vulture, di fatto l’olivo occupa terreni inpendenza e l’azione di protezione del suolo da parte di questo albero è importante quanto quella delbosco in montagna. Un’azione a difesa della stabilità idrogeologica del territorio e degliinsediamenti umani occupando terreni che a causa della loro pendenza non sarebbero utilizzabili peraltre coltivazioni. La coltivazione su terreni in pendenza, il numero di piante per ettaro da 270 a300, l’allevamento a vaso a due o più branche, la raccolta a mano con l’ausilio di agevolatrici, iltrasporto delle olive in contenitori fessurati, la coltivazione superficiale del terreno, l’eliminazionedelle erbe infestanti con la coltivazione del terreno e senza l’uso di diserbanti, la potatura praticataogni anno o al massimo ad anni alterni sono elementi specifici dell’olivicoltura del Vulture.
Nell’area del Vulture l’olivo è presente dall’antichità come emerge dai diversi documenti storicireperibili presso l’Archivio di Stato di Potenza dove sono conservate diverse statistiche e relazionistoriche che descrivono il territorio e la coltivazione dell’olivo. Da questa documentazione si rilevala presenza da epoca remota dell’olivo e della produzione dell’olio nell’area del Vulture, nonchél’evolversi di questa produzione che, progressivamente, ha acquisito una sempre maggioreimportanza nel contesto economico del territorio.
Art. 8Controlli L’Olio Extravergine di Oliva ‘Vulture’ DOP sarà controllato da una struttura, conformementeall’Art 10 e 11 del Regolamento (CE) n.510/2006.
Art. 9Etichettatura e logotipo Sulle etichette devono essere chiaramente indicati: -il nome ‘Vulture’, mentre al rigo sottostante ‘olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta’, oppure ‘olio extravergine di oliva DOP’, -il nome e cognome del produttore o la ragione sociale e la sede dello stabilimento di imbottigliamento; -la quantità di olio contenuta nel recipiente; -la dicitura ‘Olio imbottigliato dal produttore all’origine’, oppure ‘olio imbottigliato nella zona di produzione’, nel caso in cui l’imbottigliamento sia effettuato da térzi; -la campagna olearia di produzione; -la data di scadenza; -lotto di produzione.
E’ vietato aggiungere alla denominazione di origine protetta qualsiasi termine relativo a menzioni geografiche diverse da quélla espressamente prevista.
E’ possibile l’utilizzo di indicazioni relative alle aziende, ragioni sociali, marchi privati, purché non siano tali da trarre in inganno il consumatore: la dimensione dei caratteri deve essere dimezzata rispetto ai caratteri della denominazione ‘Vulture’.
E’ consentita la menzione che fa riferimento all’olio ottenuto con metodo biologico.
Il prodotto confezionato in bustine monodose deve presentare: la denominazione protetta, illotto, la campagna di produzione e una numerazione progressiva attribuita dall’ Organismo dicontrollo.
La denominazione ‘Vulture’ dovrà essere realizzata con le seguenti caratteristiche: carattere: Korinna regular;  corpo caratteri esterni: 24,3;  colore carattere in primo piano: oro 872 U;  corpo caratteri interni: 17,9;  colore caratteri in ombra: pantone 8580 cv;  cornice colore: pantone 8580 cv  Sono ammesse controetichette e collarini dei confezionatori.

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