olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’

Art. 1Denominazione La denominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ è riservata all’olio extravergine di oliva,che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art. 2Descrizione del prodotto L’olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’ a denominazione di origine protetta deve essereottenuto esclusivamente dalle seguenti varietà di olivo presenti nelle aziende ricadenti nei territoridi cui all’art. 3, iscritte nell’elenco degli oliveti tenuto dall’organismo di controllo designato:a) ‘Sessana’, per non meno del 70 %;b) ‘Corniola’, ‘Itrana’e’Tenacella’ da sole o congiuntamente, per non più del 30%.
L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ all’attodell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Caratteristiche organolettiche:ATTRIBUTI POSITIVI (ai sensi dell’all. XII Reg. CE 796/2002)Fruttato: intensità tra 30% e 70%Amaro: intensità tra 30% e 70%Piccante: intensità tra 30% e 70%ATTRIBUTI POSITIVI VARIETALI (ai sensi del Reg. CEE 2561/91 e ss.mm.ii.)DESCRITTORE MEDIANACarciofo 2   4Mandorla 1   3
Caratteristiche chimico-fisiche:Acidità libera max:   0,60;Numero di perossidi:    13 Meq./Kg;K 232:    2,10;Polifenoli totali:    130 mg/Kg.
Gli esami chimico-fisici ed organolettici devono essere effettuati secondo le metodiche di cui aiReg. CEE n. 2568/91 nonché Reg. n. (CE) 796/2002 e loro successive modifiche ed integrazioni.
Art. 3Zona di Produzione La zona di produzione delle olive destinate alla produzione di olio extra vergine di oliva adenominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ comprende l’intero territorio amministrativodei seguenti comuni in provincia di Caserta: Caianello, Carinola, Cellole, Conca della Campania,Falciano del Massico, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Mondragone,Rocca D’Evandro, Roccamonfina, San Pietro Infine, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano, Tora ePiccilli.
Art. 4Prova dell’origine Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna il prodotto in entratae il prodotto in uscita. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestitidall’organismo di controllo, delle particelle catastali sulla quale avviene la coltivazione, deiproduttori, dei frantoiani e dei confezionatori, nonché attraverso la denuncia tempestiva, allastruttura di controllo delle quantità prodotte è garantita la tracciabilità del prodotto. Tutte le persone,fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte dellastruttura di controllo.
Art. 5Metodo di ottenimento Le condizioni pedoclimatiche, ambientali e di coltura degli oliveti, destinati alla produzione deglioli extravergine a denominazione di origine protetta devono essere quelle specifiche della zone diproduzione e comunque atte a conferire alle olive e agli oli le tradizionali caratteristiche qualitative,organolettiche e chimico -fisiche stabilite dal presente disciplinare.La potatura di mantenimentodeve essere effettuata almeno ogni due anni. Il terreno può essere inerbito o lavorato solosuperficialmente. Il diserbo chimico è ammesso solo nei terreni in cui non è possibile effettuarelavorazioni meccaniche per elevata presenza di scheletro nello strato arabile o con pendenzasuperiore al 5%.
La difesa fitosanitaria, con particolare riferimento al controllo dei parassiti Bactrocera Oleae e Praysoleae, va effettuata previo monitoraggio del parassita e solo dopo il superamento della soglia diintervento secondo le norme del Codice di Buona Pratica Agricola. Laddove disponibili sonoconsentite le pratiche irrigue. La raccolta delle olive deve essere conclusa, entro il 31 dicembre diogni anno. Le olive devono essere raccolte manualmente o con l’ausilio di mezzi meccanici edevono essere trasportate al frantoio in cassette o cassoni bassi e finestrati in modo da evitare dannial frutto. È vietato l’uso di cascolanti. Le cassette o cassoni contenenti le drupe devono esserestoccate nel frantoio in locali freschi ed areati, al riparo dall’acqua, dal vento fino alla fase dimolitura. Le olive devono essere molite entro e non oltre 48 ore dalla raccolta. La produzionemassima di olive per ettaro, riferita a coltura specializzata degli oliveti è di 10 tonnellate per ettaro.
La produzione massima di olive per pianta è di 40 chilogrammi. La resa massima delle olive in olionon può superare il 20% espressa in chilogrammi. La produzione delle olive della denominazione diorigine protetta ‘Terre Aurunche’ può avvenire da impianti condotti con metodo di coltivazione: a) convenzionale: che è quello in uso nella zona, con l’osservanza delle norme di ‘Normale Buona Pratica Agricola’ della Regione Campania; b) integrato: con produzione ottenuta mediante l’osservanza delle norme tecniche (Sensibile riduzione dei fitofarmaci) previste dal programma della Regione Campania.
c) biologico.
Le operazioni di trasformazione delle olive per la produzione dell’olio extravergine di oliva adenominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ devono essere effettuate nell’ambito della zonadi produzione di cui al precedente articolo 3 al fine di garantire la rintracciabilità ed il controllo.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli chepreservino le caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche specificate nel precedente art. 2.
La durata del processo di lavorazione deve essere tale da impedire processi di ossidazione efermentazione della pasta arrecanti difetti di lavorazione all’olio.
La temperatura di gramolazione della pasta delle olive non deve superare i 27°C, la durata non devesuperare i 40 minuti.
E’ vietato il ripasso, cioè la doppia centrifugazione della pasta delle olive senza interruzione.
E’ vietata anche l’aggiunta di prodotti ad azione chimica, biochimica e meccanica durante la fase ditrasformazione delle olive in olio in frantoio.
La conservazione dell’olio deve avvenire in fusti di acciaio inox, a norma CE, facilmente lavabili, achiusura ermetica e dotati di sistema di chiusura sempre pieno, collocati in locali poco illuminatichiusi e asciutti.
Art. 6Legame con l’ambiente La zona geografica di produzione dell’olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’ è quella che haricevuto in epoche geologiche passate le colate, le eruzioni e le piogge vulcaniche delRoccamonfina, relitto vulcanico tra i più estesi d’Europa. Tale condizione ha generato substratiagrari pressoché omogenei, inoltre in questa zona la cultivar Sessana è presente da sempre inmaniera significativa.
Per tali motivi si è deciso di perimetrare la zona di produzione della DOP ‘Terre Aurunche’ aiterreni in passato sottoposti alle eruzioni del vulcano Roccamonfina e attualmente coltivatiprevalentemente con la cultivar ‘Sessana’.
La zona geografica di produzione è caratterizzata da clima semiasciutto mite, tipico dell’areamediterranea, con piovosità concentrata nel periodo autunno-vernino. Le escursioni termiche dellearee a maggiore vocazione olivicola, nel periodo primaverile estivo, sono spesso elevate, ciò graziealla vicinanza del Mar Tirreno, a ovest sud ovest, che determina giornate caldo asciutte nonché lapresenza di massicci montuosi a ridosso dell’area (il massiccio del Matese ad est e la catena delleMainarde a nord-est) che provocano invece nottate fresche.
L’assetto geo-morfologico trae origine dal massiccio vulcanico del Roccamonfina che, ormaiestinto, rimane determinante nella caratterizzazione della pedogenesi locale poiché tutti i terreniagrari, in particolar modo quelli collinari, sono derivati dalla disgregazione delle colate e delleeruzioni piroclastiche avvenute in età pleistocenica.
La cultivar ‘Sessana’ è particolarmente diffusa in tutta la zona di produzione della DOP TerreAurunche. Negli areali limitrofi essa è presente, ma in maniera minore. La sua particolare forma diespansione, tendenzialmente assurgente se lasciata libera di crescere senza interventi di potaturerazionali, rappresenta una forte caratterizzazione del paesaggio locale. L’origine della cultivar’Sessana’ è profondamente radicata nel territorio a tal punto che il suo nome deriva dal nome di uncomune, Sessa Aurunca, il più esteso della zona geografica di produzione.
Il connubio tra la specificità dei terreni della zona di produzione della DOP ‘Terre Aurunche’ e lacultivar ‘Sessana’ rende questo prodotto particolarmente specifico della zona di produzione.
Inoltre le caratteristiche morfologiche dei suoi frutti, piccioli corti o non eccessivamente sviluppati,rendono la coltivazione e in particolar modo la raccolta delle olive connotate da caratteri di fortetipicità: gli interventi di raccolta meccanizzata non sono sufficienti a raccogliere tutto il prodotto,per tale motivo la raccolta manuale rappresenta ancora l’unico efficace metodo per garantire unraccolto quantitativamente significativo. Grazie a tale metodologia oggi, come ieri, si raccoglie ilfrutto in condizioni di integrità notevole e in condizioni di maturazione ottimale per ottenere un oliodi particolare pregevolezza.
L’olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’, prodotto esclusivamente con varietà autoctone, è unolio estremamente rappresentativo del territorio per la forte presenza della cultivar ‘Sessana’.
Nell’olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’ si percepiscono profumi fruttati puliti con tipicisentori riconducibili a spiccate note di carciofo, accompagnati da un gusto dai buoni toni di amaro epiccante, il tutto equilibrato da percezioni mandorlate talvolta dolci.
L’olio extra vergine di oliva ‘Terre Aurunche’ si contraddistingue anche per un buon contenuto inpolifenoli.
Tali caratteristiche, indubbiamente singolari, sono generate dalla contemporanea presenza nellazona di produzione di un clima mite, accompagnato però da nottate fresche, e ad un terreno dinatura vulcanica, ricco in macroelementi e microelementi essenziali alla produzione di olive e diolio di qualità.
Grazie alla pedogenesi disgregativa delle colate e delle eruzioni piroclastiche del vulcanoRoccamonfina avvenute in età pleistocenica, i terreni derivati sono particolarmente dotati di tutti imacroelementi, essenziali a qualsiasi coltura agraria. La presenza, inoltre, di un discreto corredo dimicroelementi, in particolar modo di manganese (elemento catalizzatore di molti processienzimatici e biochimici oltre ad essere determinante nella formazioni di molte vitamine e dellaclorofilla), magnesio (elemento fondamentale nella formazione della molecola di clorofilla) e zinco (elemento che migliora l’efficienza della pianta nell’utilizzo dei composti azotati favorendol’allungamento cellulare e a cui è da attribuire l’habitus tendenzialmente assurgente della pianta dicultivar Sessana), rendono i terreni dell’area geografica delimitata un substrato particolarmenteadatto alla coltivazione dell’olivo della cultivar ‘Sessana’.
I prodotti derivati da questa varietà infatti, grazie anche alla particolarità del clima, sonoparticolarmente pregevoli e ricchi di sostanze polifenoliche; è infatti noto che la ricchezza inpolifenoli di un olio di oliva è conseguenza di una efficiente attività fotosintetica e della sintesiproteica, dal ché deriva che i microelementi maggiormente presenti nei terreni ove si coltiva lacultivar ‘Sessana’ rendono questa varietà, tra quelle presenti nella zona ed in provincia di Caserta,quella maggiormente ricca in polifenoli.
Il particolare e ricco corredo dei terreni vulcanici della zona che ben si prestano a sostenere i piùimportanti processi enzimatici e biochimici della pianta, unite alle condizioni di mitezza del clima ele escursioni termiche favoriscono la presenza nell’olio ‘Terre Aurunche’ di sentori mandorlati e lapresenza di note fruttate più o meno intense che si esaltano in sentori di carciofo.
Testimonianze storiche e culturali L’olio di oliva delle Terre Aurunche è fortemente radicato nel territorio ed è il fruttodell’interazione tra terreno, clima, ambiente e uomo. Risultato di ciò è una particolare importanza,da sempre riservata ai terreni olivetati al punto che spesso gli oliveti avevano una classificazione eduna valutazione esclusiva mentre tutti gli altri terreni agrari venivano considerati un tutt’uno. Nelmanoscritto ‘TERRITORI ET OLIVETI A.G.P.’, volume probabilmente in uso a qualcheamministrazione ecclesiastica, sono stati annotati i movimenti di possesso, datati sin dal 1680, deivari terreni agrari e una parte esclusiva è riservati agli oliveti affinché non si confondessero con glialtri terreni agrari. Il fortissimo legame con il territorio, inteso come ambiente geografico e pedo- climatico, è ulteriormente testimoniato da una considerazione squisitamente filologica: era usanzaabbastanza diffusa denominare i terreni ed i fondi con toponimi conosciuti nella zona. Nelmanoscritto citato, nella sezione riservata agli oliveti notiamo la grande cura avuta nel denominaregli oliveti al fine di classificarli ed apprezzarne in maniera differenziale il prodotto che da essiderivava. Troviamo quindi intere pagine, a mo’ di elenco, che denominano gli ‘OLIUETI’: CorteGrande; Fossatiello; Palombarella; Bosse; Piscitiello; Grotte Pilone; Sferra Cavallo; Cellaro;Tuoro Contardo; Corte delle Pigne; Corte di Sorbello; Pagliarola; Cadarine; Pezzalonga; Acqua auta di Gramegna; Selva Nera den Lamia; ecc, siti in area di Sessa Aurunca. Ed ancora ‘Territoriin Carinola’: Garrusi; Chiusa; Casaleciello; Cantalupi; Via della Cerqua; San Gio: e Paulo;Pantanella; Cantaro; Chiuppetiello; Armarani; Santo Vennitto; Pezza frande; Viallonghi; SantaCroce; ecc. Sono solo quelli che siamo riusciti a decifrare.
L’insieme di queste denominazioni sono le ‘TERRE AURUNCHE’ ed alcune di esse sonodiventate nel tempo veri e propri usuali toponimi ed in taluni casi la memoria orale delle genti ne haanche promosso grandemente i prodotti tra i quali anche l’olio di olivaL’olivo rappresenta la coltura agraria più tradizionale e più espressiva del territorio in cui è radicata,essa è l’ultima coltivazione che subisce il fenomeno dell’abbandono; c’è quasi un rapporto sacraleche lega le genti delle terre aurunche e l’olio con tutto ciò che a questo è dedicato. È l’esempiotipico di coltivazione tradizionale famigliare; come se fosse nel DNA delle genti avere un piccolooliveto da coltivare dal quale produrre l’olio per il fabbisogno famigliare. Unica fonte disostentamento economico per alcune famiglie poteva rappresentare anche l’unica indicazione diricchezza o povertà: nei matrimoni di campagna di una volta la dote della sposa veniva spessovalutata anche in base alle ‘staia’ di olio che essa conferiva alla nuova famiglia come renditaannuale. Lo ‘staio’ era una unità di misura di capacità, 10 o 11 litri a seconda della zona, cheveniva utilizzata esclusivamente per l’olio di oliva. L’importanza economica e sociale dell’olio dioliva per le genti aurunche è ancora testimoniata dall’usanza diffusa e addirittura ancora talvoltapraticata che attribuisce presagi funesti ogni qual volta si rompe un recipiente contenente olio e sene perde il suo contenuto.
La raccolta delle olive e la loro frangitura da sempre rappresenta un evento che, più che il resocontoeconomico di un’annata agraria, scandisce un periodo dell’anno, e dell’inverno in particolare, dove,prossimi al Natale, i frantoi rappresentano il temporaneo punto di aggregazione locale con fortevalenza sociale. È lì che spesso si dirimono questioni sorte anche a causa della raccolta delle olive;la particolare caratteristica dei rispetto ai proprietari degli oliveti. I primi talvolta dettano leggi suisecondi che sono letteralmente presi ‘in ostaggio’, circa i tempi e le condizioni di raccolta delleolive, incidendo in maniera significativa sulla qualità del prodotto derivato.
ART.7Struttura di controllo L’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ è controllato daun organismo di controllo conformemente agli Artt. 10 e 11 del regolamento (CE) N.510/2006.Talestruttura è l’organismo di controllo IS.ME.CERT, via G. Porzio   Centro Direzionale, Isola G/1,Scala C, 13° piano, int.98; 80143   Napoli.
Art. 8Confezionamento ed etichettatura L’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta ‘Terre Aurunche’ deve esserecommercializzato in recipienti di capacità non superiore a litri 5 in vetro, banda stagnata o terracottasmaltata idonei a preservare le caratteristiche chimiche ed organolettiche del prodotto.
Il prodotto può essere inoltre confezionato in bustine monodose recanti: la denominazione protetta,il lotto, la campagna di produzione e una numerazione progressiva attribuita dall’organismo dicontrollo.
È possibile il confezionamento al di fuori dell’area geografica di produzione purché avvenga entro20 giorni dalla data di comunicazione dell’esito delle verifiche chimico-fisiche-organoletticheeffettuate dalla struttura di controllo di cui all’art. 7. Ciò garantisce al consumatore finale il mantenimento delle caratteristiche dell’olio ‘Terre Aurunche’ e in particolare delle tipiche note dicarciofo e di mandorla anche quando sottoposto alle operazioni di trasporto.
a)Sulle etichette dovrà essere riportato il nome della denominazione di origine protetta’Terre Aurunche’ in caratteri chiari, indelebili con colorimetria di ampio contrasto rispettoal colore dell’etichetta e tale da poter essere nettamente distinto dal complesso delleindicazioni che compaiono in etichetta nel rispetto delle vigenti leggi relativeall’etichettatura.
b)Dovrà inoltre figurare sull’etichetta in abbinamento inscindibile con la denominazione diorigine protetta il seguente logotipo:un cerchio il cui colore è (CMYK): (C) 48% -(M) 0% -(Y) 68% -(K) 0%; lo sfondoracchiuso in questo cerchio è del colore (CMYK): (C) 10% -(M) 0% -(Y) 17% -(K) 0%;all’interno del cerchio troviamo, nella metà superiore superiore in maniera anulare, la scritta’terre aurunche’ fatta con font style Tahoma, normale e grassetto ed avente colore (CMYK): (C) 22% -(M) 73% -(Y) 81% -(K) 10%; nella metà inferiore in maniera anulare, la scritta’olio extravergine di oliva D.O.P.’ fatta con font style Tahoma, normale e grassetto e delcolore (CMYK): (C) 79% -(M) 30% -(Y) 100% -(K) 16%, il rapporto di grandezza traqueste due scritte deve essere di 1,8 : 1 a favore della scritta ‘terre aurunche’; all’interno delcerchio e delle due scritte sopra citate troviamo un piccolo cerchio raffigurante un soleavente colore (CMYK): (C) 4% -(M) 0% -(Y) 85% -(K) 0%; un segno grafico raffiguranteuna catena montuosa avente colore (CMYK): (C) 68% -(M) 1% -(Y) 100% -(K) 0%; unasegno grafico raffigurante un ponte avente colore (CMYK): (C) 22% -(M) 73% -(Y) 81% ( K) 10% e un ultima segno grafico raffigurante il mare avente colore (CMYK): (C) 43% ( M) 0% -(Y) 2% -(K) 0%. Tutti i segni grafici ed il cerchio raffigurante il sole sonoprovviste una leggera ombreggiatura in basso a destra a 135°.
c)In etichetta deve comparire: il nome, la ragione sociale, l’indirizzo dell’azienda produttricee/o confezionatrice, la quantità di prodotto effettivamente contenuta nella confezione.
d)È consentita la menzione che fa riferimento all’olio ottenuto con metodo di agricolturabiologica o integrata.
e)È obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’anno della campagna oleicola di produzionedelle olive da cui l’olio è ottenuto.
f)Alla denominazione di origine protetta è vietata l’aggiunta di qualsiasi menzioneaggiuntiva, ivi comprese le indicazioni: tipo, gusto, uso, selezionato, scelto e similari; èaltresì vietato il ricorso ad indicazioni che facciano riferimento ad unità geografiche diverseda quelle espressamente previste nel presente disciplinare.
g) E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali o marchi privati, consorzi purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarrein inganno il consumatore. Tali indicazioni potranno essere riportate in etichetta concaratteri di altezza e di larghezza non superiori alla metà di quelli utilizzati per indicare ladenominazione di origine protetta.

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