Colline salernitane (DOC)

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Denominazione di Origine Controllata DM 6 agosto 1998 – GURI n. 193 del 20 agosto 1998 (Iscrizione nel “Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette” ai sensi del Reg. CE n. 1065/97) Art. 1 Denominazione La denominazione di origine controllata “Colline salernitane” è riservata all’olio di oliva extravergine rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2 Varietà di olivo 1. La denominazione di origine controllata “Colline salernitane” deve essere ottenuta dalle seguenti varietà di olivo presenti, da sole o congiuntamente, negli oliveti: Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale per almeno il 65%; Ogliarola e Leccino in misura non superiore al 35%. Possono altresì concorrere altre varietà presenti nella zona in misura non superiore al 20%. 2. L’introduzione di nuove varietà nei nuovi impianti e ammessa dalla regione Campania, sentito il Consorzio di Tutela, a condizione che le medesime non alterino le peculiari caratteristiche del prodotto.
Art. 3 Zona di produzione Le olive destinate alla produzione dell’olio di oliva extravergine della denominazione di origine controllata “Colline salernitane” devono essere prodotte, nell’ambito della provincia di Salerno, nei territori olivati idonee alla produzione di olio con le caratteristiche e livello qualitativo previsti dal presente disciplinare di produzione. Tale zona, riportata in apposita cartografia, comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Acerno, Albanella, Altavilla, Amalfi, Aquara, Atena Lucana, Atrani, Auletta, Baronissi, Bellosguardo, Bracigliano, Buccino, Caggiano, Calvanico, Campagna, Castelcivita, Castelnuovo di Conza, Castel S. Lorenzo, Castiglione dei Genovesi, Cava dei Tirreni, Cetara, Colliano, Conca dei Marini, Controne, Contursi, Corbara, Corleto Monforte, Felitto, Fisciano, Furore, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana Laurino, Laviano, Maiori, Mercato S. Severino, Minori, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Monte S.Giacomo, Olevano sul Tusciano, Oliveto Citra, Ottati, Padula, Palomonte, Pellezzano, Pertosa, Petina, Piaggine, Polla, Positano, Postiglione, Praiano, Ravello, Ricigliano, Roccadaspide, Roccapiemonte, Romagnano al Monte, Roscigno, Sacco, Sala Consilina, Salerno, Salvitelle, S. Cipriano Picentino, S. Gregorio Magno, S.Mango Piemonte, S.Pietro al Tanagro, S. Rufo, S. Arsenio, Sant’Angelo a Fasanella, Santomenna, Sarno, Sassano, Scala, Serre, Sicignano degli Aburni, Teggiano, Tramonti, Valle dell’Angelo, Valva, Vietri sul Mare. Sono, altresi, compresi per parte del loro territorio, i seguenti comuni: Battipaglia, Capaccio, Eboli, Pontecaguano, Bellizzi. L’area predetta e cosi delimitata: da un linea che, partendo dal confine settentrionale della provincia di Salerno, presso il confine comunale di Positano, segue tutta la costa sul mare Tirreno fino ad incrociare il confine nord-ovest del comune di Pontecagnano Faiano che percorre fino ad incrociare la s.s. 18; segue questa, in direzione sud, fino a Battipaglia; prosegue per la s.s. 19, fino ad incrociare in Agro di Eboli, la s.p. (Corneto), che percorre completamente fino al bivio di Santa Cecilia ove si ricongiunge con la s.s. 18 che segue fino al confine settentrionale del comune di Agropoli; segue, nell’ordine, i confini meridionali dei comuni di Capaccio, Roccadaspide, Felitto, Laurino, Valle dell’Angelo, Piaggine, Monte S. Giacomo, Sassano, Padula; risale il confine provinciale di Salerno, fino ad incrociare il confine comunale di Acerno, che segue prima in direzione sud-ovest, poi in direzione nord, fino a ricongiungersi con il confine provinciale che percorre fino al confine meridionale di Sarno; qui prosegue prima lungo i confini meridionali di Sarno e di Siano, poi lungo il confine tra i comuni di Mercato S. Severino e Castel S. Giorgio e tra Cava dei Tirreni e Nocera Superiore; prosegue lungo il confine nord di Tramonti fino a ricongiungersi con il confine provinciale che segue, verso il mare, fino al punto di partenza, includendo per intero il comune di Positano.
Art.4 Caratteristiche di coltivazione 1. Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche. Pertanto, sono da considerarsi idonei gli oliveti compresi nella zona di cui al precedente art. 3, i cui terreni siano collinari, in prevalenza argillosi e calcarei.
2. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
3. I nuovi impianti devono essere di tipo specializzato con l’utilizzazione per almeno l’85% delle seguenti varietà, da sole o congiuntamente: Rotondella, Carpellese, Frantoio, Ogliarola.
4. La produzione massima di olive/Ha non può superare kg 12.000 per ettaro negli oliveti specializzati. La resa massima di olive in olio non può superare il 20%.
5. Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso accurata cernita purché la produzione globale non superi di oltre il 20% il limite massimo sopra indicato.
6. La raccolta delle olive è effettuata entro il 31 dicembre di ogni anno.
7. In presenza di particolari andamenti stagionali la raccolta può essere protratta con specifico atto deliberativo della regione Campania, sentito il Consorzio di tutela, al 30 gennaio di ogni campagna oleicola.
8. La denuncia delle olive deve essere presentata secondo le procedure previste dal decreto ministeriale 4 novembre 1993, n. 573, in ‘unica soluzione.
9. Alla denuncia di produzione delle olive e della richiesta di certificazione del prodotto, il richiedente deve allegare la certificazione rilasciata dalle associazioni dei produttori olivicoili ai sensi dell’art. 5, punto 2, lettera a), della legge 5 febbraio 1992, n. 169, comprovante che la produzione e la trasformazione delle olive sono avvenute nella zona delimitata dal disciplinare di produzione.
Art. 5 Modalità di oleificazione 1. Le operazioni di oleificazione e di confezionamento dell’olio devono essere effettuate nell’ambito dell’intera area territoriale dei comuni indicati nel precedente art. 3.
2. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Colline salernitane” deve avvenire direttamente dalla pianta a mano o con mezzi meccanici.
3. Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
4. Le olive devono essere molite entro il secondo giorno dalla raccolta. 5. La regione Campania istituisce uno schedario regionale degli impianti di molitura e condizionamento degli oli di cui all’art. 1.
Art. 6 Caratteristiche al consumo 1. L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine controllata “Colline salernitane” all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: – colore: dal verde al giallo paglierino più o meno intenso; – odore: di fruttato medio alto; – sapore: fruttato con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante; – acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,70 per 100 grammi di olio. – numero perossidi:

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