Colline di Romagna (DOP)

oliodioliva-collinediromagna

 

Art.1
Denominazione
La denominazione di origine protetta “colline di Romagna” è riservata agli oli extra vergine di oliva che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione e alle vigenti normative Nazionali e Comunitarie.

Art.2
Varietà di olivo
La denominazione di origine protetta “colline di Romagna” senza alcuna menzione geografica aggiuntiva, è riservata all’olio extra vergine di oliva ottenuto dalle  varietà di olive  presenti negli oliveti, come di seguito specificato:
– frantoio e  correggiolo, da soli o congiuntamente, nella misura minima del 60%
– leccino,  nella misura massima del 40%
– altre varietà locali presenti negli oliveti, quali pendolino, moraiolo, rossina e capolga, possono concorrere fino ad un massimo del 15%
Art.3
Zona di produzione
La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna” comprende i seguenti Comuni:

A) Provincia di Rimini
per intero i Comuni di:
Coriano, Gemmano, Mondaino, Monte Colombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Poggio Berni, Saludecio, San Giovanni in Marignano, San Clemente, Torriana, Verucchio.
in parte i Comuni di:
Misano Adriatico, limitatamente al territorio posto a monte della S.S  n°16 Adriatica ;
Riccione, limitatamente al territorio posto a monte della S.S  n°16 Adriatica (nei tratti urbani denominata anche via Circonvallazione, via Giulio Cesare, via Flaminia);
Rimini, limitatamente al territorio posto a monte della S.S. n°16 Adriatica (nei tratti urbani denominata anche via Flaminia) fino al bivio che la via Flaminia forma con viale Settembrini e, proseguendo per via Settembrini, limitatamente al territorio posto a monte e compreso fra viale Settembrini che prosegue in via Giuliani, fino all’incrocio con via Fada e proseguendo in via Fada, via C.A. Dalla Chiesa, via Della Repubblica e  Superstrada Rimini-San Marino fino al sottopasso in corrispondenza dell’autostrada A14. Da qui, la delimitazione successiva dell’area comunale, in direzione Bologna, fa riferimento al territorio posto a monte dell’Autostrada A14 fino al confine del Comune;
Santarcangelo di Romagna, limitatamente al territorio posto a monte dell’Autostrada A14;

B) Provincia di Forlì-Cesena
per intero i Comuni di:
Borghi, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Dovadola, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Predappio, Rocca San Casciano, Roncofreddo e Sogliano al Rubicone.

in parte i Comuni di:
Bertinoro, Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Longiano, Savignano sul Rubicone, limitatamente al territorio di ogni Comune posto a monte della Strada Statale n. 9 “Emilia”.
Per una visione più precisa si fa riferimento alla cartina geografica allegata.

Art. 4
Caratteristiche di coltivazione
1) Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna” devono essere quelle tradizionali e caratteristiche del territorio di cui al precedente ART.3 e, in ogni caso, idonee a conferire le specifiche caratteristiche qualitative all’olio derivato .

2) I  sesti d’impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura consentiti sono quelli tradizionalmente in uso nelle aree individuate. Le  nuove forme di potatura e  allevamento delle piante di olivo sono ammesse,  purchè  l’Organismo di controllo non rilevi che tali sistemi  modificano le caratteristiche chimiche e organolettiche dell’olio extra vergine di oliva prodotto.

3) L’epoca di raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna”è compresa tra il 20 ottobre e il 15 dicembre di ogni anno; la Regione Emilia Romagna si riserva la facoltà di modificare le date sopra indicate, qualora ricorrano particolari condizioni climatiche eo produttive.

4) La raccolta delle olive va effettuata direttamente dalla pianta, a mano o con l’ausilio di mezzi meccanici: non è ammessa la raccolta di olive cadute a terra per attacchi parassitari:

5) Le olive raccolte devono essere avviate all’oleificazione entro il più breve tempo possibile. L’eventuale stoccaggio prima della oleificazione deve essere effettuato preferibilmente in cassette di plastica di piccole dimensioni e comunque in contenitori di materiale inerte che assicurino un’adeguata areazione delle drupe. La trasformazione delle olive in olio deve essere, in ogni caso, effettuata non più tardi di due giorni dalla raccolta.

6) La produzione massima di olive per ettaro è fissata in kg 7.000 nel caso di oliveti specializzati e in kg 60 per pianta nel caso di piante sparse . La Regione, in casi eccezionali e sentiti i pareri dei produttori, può modificare il limite suddetto.

7) I produttori olivicoli sono tenuti a denunciare il quantitativo di olive prodotto all’Organismo di Controllo, entro e non oltre il trentesimo giorno dal termine ultimo di cui al punto 3) dell’ART.4 .

8) Il produttore è tenuto a presentare  all’Organismo di Controllo una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, attestante che le olive provengono dall’area delimitata ai sensi dell’ART. 3 del presente disciplinare  con indicazione dell’impianto di  molitura ove è avvenuta la trasformazione delle olive in olio.

ART.5
Modalità di oleificazione
1) La zona in cui devono svolgersi le operazioni di estrazione e confezionamento dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna” è quella definita al precedente art.3.

2) Le olive destinate alla produzione dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna”, di cui all’art.1 , devono essere sottoposte a defogliazione e lavaggio con acqua potabile prima di essere avviate alla trasformazione: ogni altro trattamento è vietato.

3) L’estrazione dell’olio extra vergine di oliva di cui all’art.1 deve avvenire soltanto con processi meccanici e fisici atti a garantire l’ottenimento di oli senza alcuna  possibilità di alterazione delle caratteristiche qualitative presenti nel frutto. La resa massima delle olive in olio non deve superare il 18% .

4) L’Organismo di controllo certifica la conformità del prodotto, su richiesta del detentore delle partite di olio da sottoporre ad analisi  chimico-fisica e organolettica, ai fini dell’utilizzo della denominazione di  origine protetta “colline di Romagna”.

ART.6
Caratteristiche al consumo
1) L’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna” all’atto dell’immissione  al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: dal verde al giallo oro
– odore : di fruttato di oliva medio o talvolta  intenso, accompagnato da eventuali sensazioni di erba o foglia
– sapore: di fruttato di oliva con lieve sensazione di amaro eo piccante, accompagnato da eventuale sentore di mandorla, carciofo o pomodoro
– punteggio al panel test ≥ 7 ,
– acidità totale massima, espressa in acido oleico, al peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio
– numero perossidi ≤ 12 meqO2kg
– acido palmitico: 10÷15 %
– acido palmitoleico:  0,5÷1,5%
– acido stearico: 0,9÷2,5%
– acido oleico ≥  72%
– acido linoleico ≤  12%
– acido linolenico  ≤  0,9%
– acido arachico  ≤  0,5%
– acido eicosenoico  ≤  0,5%
– tocoferoli  ≥ 70 mgkg

2) In ogni campagna olearia il Consorzio di tutela individua e conserva in condizioni ideali un idoneo numero di campioni rappresentativi degli oli di cui all’art 1 , da impiegare come standard di riferimento per la valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.

ART.7
Designazione e presentazione
1) L’aggiunta di qualsiasi qualificazione alla denominazione di cui all’art.1, non esprerssamente prevista dal presente disciplinare  è vietata. Tale divieto è esteso anche ad aggettivi quali: eccelso, fine , superiore, selezionato,genuino, tradizionale.

2) E’ vietato l’uso di riferimenti geografici aggiuntivi, indicazioni geografiche o indicazioni di luoghi esattamente corrispondenti a Comuni, frazioni o aree inserite nella zona di produzione di cui all’art.1.

3)  E’ consentito l’uso veritiero di nomi, ragioni sociali, marchi privati purchè non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore,  soprattutto in riferimento a nomi geografici di zone di produzione di oli a denominazione di origine protetta.

4) Il nome della denominazione di origine protetta “colline di Romagna” deve figurare in etichetta con caratteri chiari e  indelebili, in modo da poter essere ben distinguibile dal complesso delle indicazioni che compaiono su di essa.

5) L’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta “colline di Romagna” deve essere immesso al consumo in recipienti preconfezionati, ermeticamente chiusi, idonei dal punto di vista alimentare e con la seguente capienza espressa in litri: 0,10 – 0.25 – 0,50 – 0,75 – 1,00 – 2,00 – 3,00 – 5,00 .

6) E’ obbligatorio indicare in etichetta l’annata di produzione delle olive  da cui è ottenuto l’olio.

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