Pecorino Sardo DOP

Provincia: Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari Il Pecorino Sardo DOP è un formaggio DOP a pasta dura, semicotta prodotto con latte ovino sull’intero territorio della Sardegna.
Il prodotto finito è di forma cilindrica, la pasta è compatta o leggermente occhiata, di colore bianco o tendente al paglierino. Ne esistono due tipi. Quello ‘dolce’ è un formaggio DOP a breve periodo di maturazione (fino a due mesi), ha un peso che va da 1 a 2,3 chilogrammi e un gusto delicato, aromatico, leggermente acidulo. Nel tipo ‘maturo’ la pasta è più compatta e col tempo diviene abbastanza dura. Il peso va da 1,7 a 4 chilogrammi e il sapore è molto deciso e gradevolmente piccante. Ha ottenuto la DOP nel 1996.

Il prodotto finito è di forma cilindrica, la pasta è compatta o leggermente occhiata, di colore bianco o tendente al paglierino. Ne esistono due tipi. Quello “dolce” è un formaggio DOP a breve periodo di maturazione (fino a due mesi), ha un peso che va da 1 a 2,3 chilogrammi e un gusto delicato, aromatico, leggermente acidulo. Nel tipo “maturo” la pasta è più compatta e col tempo diviene abbastanza dura. Il peso va da 1,7 a 4 chilogrammi e il sapore è molto deciso e gradevolmente piccante. Ha ottenuto la DOP nel 1996. Anche se l’attual e Pecorino Sardo DOP, così come previsto dal disciplinare, è una ti pol ogi a di formaggio DOP abbastanza recente, non si deve per questo pensare di avere di fronte un pecorino “moderno”. La sua origine coincide infatti con il “Pecorino Semicotto” prodotto sicuramente dal 1700 in poi da pastori-casari che lo lavoravano direttamente in campagna. Prodotto in quantità annue che si aggirano sulle 1.500 tonnellate, a differenza degli altri pecorini isolani, è poco esportato e consumato soprattutto sul territorio di produzione. Il Pecorino Dolce è un apprezzato formaggio DOP da tavola , ottimo da abbinare a l Vermentino di Sardegna . Quello “maturo” si presta sia al consumo diretto (ottimo da accompagnare al Cannonau di Sardegna) sia per l’uso di grattugia. Per saperne di più: http://www.pecorinosardo.it Ente responsabile : Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Sardo, P.za San Bartolomeo 8 09126 Cagliari (CA), tel. 070372885 fax 070372899 email info@pecorinosardo.it

Alcune ricette:

Torta di Pecorino Sardo DOP

E’ un dolce semplice, di campagna. Ma molto gustoso. Per prepararlo va bene un pecorino sardo poco stagionato (tipo dolce). Si prepara un impasto di pecorino grattugiato, un po’ di farina, uova sbattute, un po’ di zafferano e dello zucchero. Si imburra la tortiera e si mette a cuocere in forno per una ventina di minuti a 170 °C. La torta va gustata calda e con una abbondante spolverata di zucchero velo.

Casu cotto Così lo consumano anche i pastori.

Si taglia il Pecorino Sardo Dolce a fette non troppe sottili e si toglie la crosta. Poi si mette direttamente sulla griglia, facendolo dorare dalle due parti e disponendolo sulle fette di pane tagliate non troppo sottili.

Mazzamurru col Pecorino Sardo

Mazzamurru è… il pan cotto che si fa in Sardegna. Si prepara un sugo facendo rosolare nell’olio la cipolla tagliata sottile ed aggiungendo poi pomodori, basilico e sale. Si fa bollire una pentola d’acqua salata come per la cottura della normale pastasciutta, si taglia il pane (usare quello di semola, avanzato!) a fette spesse due dita e le si mette nell’acqua quando bolle. Dopo un altro bollore si scolano le fette di pane. Sul fondo di una terrina si versano alcune cucchiaiate di sugo e un po’ di Pecorino Sardo maturo grattugiato. Si mette uno strato di fette di pane su cui si versa dell’altro sugo e formaggio e così via fino a utilizzare tutto il pane. Si aspetta qualche minuto per far assorbire al pane il condimento.

Anche se l’attuale Pecorino Sardo DOP, così come previsto dal disciplinare, è una tipologia di formaggio DOP abbastanza recente, non si deve per questo pensare di avere di fronte un pecorino ‘moderno’. La sua origine coincide infatti con il ‘Pecorino Semicotto’ prodotto sicuramente dal 1700 in poi da pastori-casari che lo lavoravano direttamente in campagna. Prodotto in quantità annue che si aggirano sulle 1.500 tonnellate, a differenza degli altri pecorini isolani, è poco esportato e consumato soprattutto sul territorio di produzione. Il Pecorino Dolce è un apprezzato formaggio DOP da tavola , ottimo da abbinare al Vermentino di Sardegna. Quello ‘maturo’ si presta sia al consumo diretto (ottimo da accompagnare al Cannonau di Sardegna) sia per l’uso di grattugia. Per saperne di più: http://www.pecorinosardo.it Ente responsabile : Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Sardo, P.za San Bartolomeo 8 09126 Cagliari (CA), tel. 070372885 fax 070372899 email info@pecorinosardo.it Alcune ricette: Torta di Pecorino Sardo DOP
E’ un dolce semplice, di campagna. Ma molto gustoso. Per prepararlo va bene un pecorino sardo poco stagionato (tipo dolce). Si prepara un impasto di pecorino grattugiato, un po’ di farina, uova sbattute, un po’ di zafferano e dello zucchero. Si imburra la tortiera e si mette a cuocere in forno per una ventina di minuti a 170 °C. La torta va gustata calda e con una abbondante spolverata di zucchero velo.
Casu cotto Così lo consumano anche i pastori.
Si taglia il Pecorino Sardo Dolce a fette non troppe sottili e si toglie la crosta. Poi si mette direttamente sulla griglia, facendolo dorare dalle due parti e disponendolo sulle fette di pane tagliate non troppo sottili.
Mazzamurru col Pecorino Sardo Mazzamurru è… il pan cotto che si fa in Sardegna. Si prepara un sugo facendo rosolare nell’olio la cipolla tagliata sottile ed aggiungendo poi pomodori, basilico e sale. Si fa bollire una pentola d’acqua salata come per la cottura della normale pastasciutta, si taglia il pane (usare quello di semola, avanzato ) a fette spesse due dita e le si mette nell’acqua quando bolle. Dopo un altro bollore si scolano le fette di pane. Sul fondo di una terrina si versano alcune cucchiaiate di sugo e un po’ di Pecorino Sardo maturo grattugiato. Si mette uno strato di fette di pane su cui si versa dell’altro sugo e formaggio e così via fino a utilizzare tutto il pane. Si aspetta qualche minuto per far assorbire al pane il condimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *