Casieddu di Moliterno

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Origini e area di produzione Il Casieddu è un formaggio di capra che si produce tra luglio e settembre nel comune di Moliterno in provincia di Potenza, quando le pecore vanno in asciutta e cessa quindi la produzione di pecorino.
Moliterno e la Sagra del formaggio Pecorino Moliterno è famosa soprattutto per il Canestrato di Moliterno IGP. L’origine latina del nome Moliterno, da mulctrum, luogo ove si munge , sottolinea la tipica produzione di formaggi che ha reso famosa nel mondo questa cittadina: si presume, che sin dal primo formarsi del borgo medioevale, i pochi abitanti si siano dedicati quasi esclusivamente all’attività della pastorizia ed all’attività casearia intorno alla torre del castello che sovrasta l’antico centro. Sita nell’ alta valle del fiume Agri, il suo abitato è tutto arroccato intorno al Castello feudale, di epoca tardo-angioina.
Ogni anno, la terza domenica di Agosto, si svolge la sagra del formaggio, sicuramente una delle feste più rappresentative del paese di Moliterno (PZ). Il formaggio pecorino di Moliterno, oggi come in passato, è famoso in tutto il mondo e costituisce, oltre che una risorsa gastronomica, soprattutto un patrimonio di cultura e tradizioni.
La sagra del formaggio si svolge ogni anno la prima domenica di agosto lungo percorsi caratteristici nel centro storico ricostruendo uno scorcio di vita passata. Lungo il percorso, nei luoghi e nei locali più caratteristici, sono allestiti spazi espositivi dove è possibile degustare o acquistare il rinomato pecorino.
Durante il corso della giornata si assiste alla cagliata, ovvero alla preparazione di alcuni formaggi freschi che si ottengono mediante la lavorazione del latte appena munto.
Caratteristiche e fasi di produzione La principale caratteristica della tecnica casearia di questo formaggio è quella di portare il latte alle soglie della bollitura, il che, eliminando ogni germe patogeno, ingloba nella cagliata sia la caseina del latte che l’albumina (come per il Cacioricotta). Prima di essere cagliato, il latte viene insaporito con un’erba fortemente aromatica (Calamintha Nepeta Savi, appartenente alla famiglia delle Labiate). Dopo aver ottenuto la pasta casearia, questa viene modellata in tante piccole sfere del diametro di 8-9 cm, che, nel caso vengano consumate fresche, si avvolgono in foglie di felce tenute insieme da un legaccio fatto con steli di ginestra. Soltanto nelle forme da stagionare si effettua la salatura a secco, che conferisce alla crosta un colore tra il grigio e il giallo.
Gastronomia e vini consigliati Molto interessante è il valore nutrizionale per la presenza sia della caseina che dell’albumina.
I vini consigliati per l’abbinamento sono Alezio Rosso, Lizzano Negroamaro Rosato.

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