Bergamotto di Reggio Calabria olio essenziale (DOP)

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REGIONE: Calabria
LEGGE REGIONALE 14 FEBBRAIO 2000n. 1 (GU n. 026 SERIE SPECIALE N. 3 del 01/07/2000 – BU Calabria n. 010 del 21/02/2000)
NORME PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEL BERGAMOTTO.
URN: urn:nir:regione.calabria:legge:2000-02-14;1

Preambolo

IL CONSIGLIO REGIONALE
HA APPROVATO
IL COMMISSARIO DEL GOVERNO
HA APPOSTO IL VISTO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA
LA SEGUENTE LEGGE:

Legislazione per la tutela e la valorizzazione del bergamotto

Nel luglio 2000 l’Autorità ha inviato al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/90, una segnalazione relativa alle distorsioni della concorrenza e del funzionamento del mercato derivanti dalla legge della Regione Calabria 14 febbraio 2000, n. 1, recante “Norme per la tutela e la valorizzazione del bergamotto”.

La legge regionale stabilisce l’obbligatorietà dell’adesione dei coltivatori al Consorzio del Bergamotto, ente di diritto pubblico che opera nella trasformazione dei frutti nell’essenza utilizzata prevalentemente dall’industria profumiera. In base alla legge regionale l’attività di trasformazione può essere svolta da altri operatori soltanto entro spazi assegnati dallo stesso Consorzio e sotto il controllo di quest’ultimo, nel caso in cui il Consorzio stesso non possa provvedere alla lavorazione di tutta la produzione di frutti dell’annata o per particolari motivi legati alla gestione economica; per il resto, è fatta salva per gli operatori privati unicamente la possibilità di trasformare i frutti di produzione propria.

L’Autorità ha rilevato che la legge, consentendo al Consorzio di agire quale unico operatore nella fase di trasformazione, può comportare l’eliminazione di qualsiasi concorrenza tra i coltivatori e l’estromissione dal mercato delle altre imprese di trasformazione. E’ stato inoltre posto in evidenza che l’eventuale assegnazione da parte del Consorzio di spazi di operatività alle imprese private di trasformazione non conduce comunque all’instaurazione di corretti meccanismi concorrenziali.
Ad avviso dell’Autorità, una siffatta alterazione della concorrenza non risulta proporzionata alle finalità di pubblico interesse, enunciate dalla stessa legge regionale, di valorizzazione del prodotto e di tutela della qualità. In proposito, l’Autorità ha osservato in primo luogo che l’associazionismo tra i coltivatori di bergamotto, auspicabile in ragione dell’esistenza di un consistente numero di imprese agricole di dimensioni molto piccole, va conseguito su base volontaria, nelle forme compatibili con la normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza.

Quanto alla tutela della qualità, lo strumento più appropriato è il riconoscimento della denominazione d’origine protetta, conformemente a quanto prescritto nel Regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio [Regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari, in GUCE L 208/1 del 24 luglio 1992.]. Tale strumento, diversamente da quanto previsto dalla legge regionale, non presuppone l’esistenza di un soggetto che è al tempo stesso imprenditore e controllore dell’attività delle altre imprese presenti nel mercato. In particolare, in base a tale Regolamento gli organismi di controllo devono offrire garanzie di obiettività e di imparzialità nei confronti di ogni operatore soggetto al controllo. Ai principi di obiettività e imparzialità del controllo è informata anche la legge statale 25 febbraio 2000, n. 39, recante “Norme per la tutela del bergamotto e dei suoi derivati”, che, nell’istituire una transitoria denominazione di origine controllata, in vista del riconoscimento in sede comunitaria della denominazione di origine protetta, richiama al riguardo il Regolamento comunitario.

Infine, l’Autorità ha rilevato l’eccessiva ampiezza della programmazione della coltivazione del bergamotto prevista dalla legge regionale e ha fatto presente, ribadendo un orientamento più volte espresso e fondato tra l’altro sulla normativa comunitaria in materia, che i disciplinari di produzione devono svolgere la propria funzione di tutela e valorizzazione del prodotto senza alcun raccordo con forme di programmazione che comportino l’indicazione delle quantità massime producibili dalle imprese. L’Autorità ha pertanto auspicato una modifica legislativa che adegui la legge della Regione Calabria alle disposizioni comunitarie e ai principi della concorrenza.

Legge n°39 del 25 febbraio 2000
G.U. n°52 del 3 marzo 2000
Oggetto:

Norme per la tutela del bergamotto e dei suoi derivati

altArt. 1.
1.É riconosciuta la denominazione di origine controllata “bergamotto di Reggio Calabria olio essenziale”. Il relativo disciplinare di produzione é approvato con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, previo parere della regione
Calabria e dei soggetti di cui all’articolo 3, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. La denominazione di origine controllata “bergamotto di Reggio Calabria olio essenziale” é riservata al prodotto che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione. 3. La denominazione di origine di cui al comma 1 cessa di avere validità il giorno stesso della registrazione comunitaria della denominazione di origine protetta “essenza di bergamotto”, che si ottiene ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, e sostituisce a tutti gli effetti la stessa denominazione di origine di cui al comma 1. 4. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle politiche agricole e forestali avvia le procedure necessarie e adotta i provvedimenti ritenuti utili per ottenere la registrazione comunitaria della denominazione di origine controllata di cui al comma 1.

Art. 2.
1. L’attività di vigilanza per l’applicazione delle disposizioni contenute nel disciplinare di produzione di cui all’articolo 1 é svolta dal Ministro delle politiche agricole e forestali che a tale fine puó conferire, con proprio decreto, la vigilanza stessa a soggetti pubblici o privati che rispondono ai requisiti richiesti in materia ai sensi delle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie ed in particolare di quelle di cui all’articolo 10 del citato regolamento (CEE) n. 2081/92. 2. Il soggetto incaricato della vigilanza ai sensi del comma 1 puó utilizzare un proprio contrassegno sul prodotto confezionato, la cui tipologia é approvata dal Ministero delle politiche agricole e forestali, per contraddistinguere l’avvenuta vigilanza ai fini della produzione e della commercializzazione del prodotto stesso.

Art. 3.
1. La presente legge disciplina la difesa ed il miglioramento della filiera del bergamotto al fine di:
a) tutelare l’ambiente e migliorare il paesaggio dell’area di produzione del bergamotto; b) valorizzare le funzioni produttive e gestionali della coltura del bergamotto e delle attività connesse e conseguenti; c) migliorare le condizioni di vita economica e sociale delle popolazioni calabresi interessate.
2. Lo Stato persegue le finalità di cui al comma 1 nel quadro degli indirizzi e degli interventi stabiliti in materia dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale, avvalendosi dei seguenti organismi, autorizzati a svolgere le relative azioni:
a) il Consorzio del bergamotto, istituito con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste del 29 maggio 1946, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 135 del 21 giugno 1946; b) le associazioni di categoria maggiormente rappresentative;
c) la Stazione sperimentale delle essenze e dei derivati agrumari di Reggio Calabria e l’Istituto sperimentale per l’agrumicoltura di Acireale.

Art. 4.
1. Alle imprese agricole, agli agricoltori singoli od associati e ad altri soggetti che svolgono attività di coltivazione del bergamotto, nel rispetto dei vincoli imposti dalle vigenti normative comunitarie in materia di aiuti pubblici a soggetti privati, possono essere erogati contributi finanziari in relazione alle superfici coltivate ed al quantitativo effettivamente conferito. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentiti la regione Calabria ed i soggetti di cui all’articolo 3, stabilisce, con proprio decreto, l’entità del contributo e le procedure per la sua erogazione. 2. Per le finalità di cui al comma 1 é autorizzata la spesa di lire 2 miliardi per l’anno 2000.

Art. 5.
1. La regione Calabria, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole e forestali, puó promuovere la realizzazione del catasto delle superfici coltivate a bergamotto, anche al fine di favorirne, attraverso idonei strumenti, il mantenimento della destinazione.

Art. 6.
1. Il Consorzio del bergamotto, i comuni ricadenti nelle aree di cui all’articolo 5 e gli operatori agricoli singoli ed associati le cui aziende ricadono nelle medesime aree possono presentare alla regione Calabria piani organici relativi alla realizzazione di interventi relativi:
a) all’espansione della coltura, nell’ambito delle aree vocate, in sostituzione di altre specie agrumicole, anche al fine di contribuire al contenimento dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera e al miglioramento delle condizioni climatiche ed ambientali; b) al reinnesto, al reinnesto con diradamento e al diradamento semplice; c) allo sviluppo dell’attività vivaistica e della meccanizzazione aziendale; d) alla realizzazione di fabbricati rurali; e) alla realizzazione di opere infrastrutturali di piccola e media entità volte a favorire la riduzione dei costi di produzione e la ripresa della coltura; f) alla realizzazione di impianti di lavorazione e commercializzazione; g) alla realizzazione di studi e ricerche ed allo svolgimento di attività di assistenza tecnica; h) alla realizzazione di attività promozionale nel settore commerciale.
2. Per l’attuazione dei piani di cui al comma 1 possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura massima del 75 per cento della spesa ritenuta ammissibile e fino a concorrenza del limite di spesa complessivo di lire 6 miliardi per l’anno 2000 e lire 3 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2004.
3. I comuni nel cui territorio sono comprese strade a servizio di aziende a prevalente indirizzo bergamotticolo possono presentare alla regione Calabria progetti di recupero viario su strade comunali e vicinali, predisponendo soluzioni volte a facilitare l’accesso alle aziende e a favorire la meccanizzazione delle colture, nonché l’elettrificazione delle zone interessate alla coltura. Il finanziamento dei piani é erogato per stralci, con precedenza per quelli riguardanti le aree che presentano maggiori esigenze di recupero e una piú alta intensità colturale, e fino a concorrenza del limite di spesa complessivo di lire 4 miliardi per l’anno 2000 e lire 2 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2004.

Art. 7.
1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a lire 12 miliardi per l’anno 2000 e a lire 5
2. miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2004, si provvede, per gli anni 2000 e 2001.
mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno 1999, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per le politiche agricole. 2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 8.
1. Ai sensi dell’articolo 8 della legge 11 ottobre 1986, n. 713, come sostituito da ultimo dall’articolo 6 del decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 126, sulle etichette commerciali dei prodotti di profumeria deve sempre essere riportata la percentuale di essenza naturale o sintetica di bergamotto eventualmente presente.
2. Chiunque non ottemperi alla disposizione di cui al comma 1 é punito con la sanzione amministrativa di cui al comma 15 del citato articolo 8 della legge n. 713 del 1986.

Art. 9.
1. La presente legge entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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