Fagiolo di Sorana IGP

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Disciplinare – Fagiolo di Sorana IGP
Regione: Toscana Riconoscimento CE:  Reg. CE n. 1018 del 13.06.02 (GUCE L. 155 del 14.06.02) Tab. 1
PC    FASE DI PROCESSO/PROCEDURA    SOGGETTO    REQUISITI DI CONFORMITA’ 1    Tutte (art. 1 del Disciplinare)    Produttore Intermediario Confezionatore    L’indicazione geografica protetta (I.G.P.) “Fagiolo di Sorana” è riservata alla granella secca,ottenuta da piante coltivate nella zona riconosciuta come tipica (di cui al successivo PC 5 ) che risponde alla condizioni ed ai requisiti previsti dal Reg. CE 510/2006 ed indicati nel disciplinare di distribuzione .
2    COLTIVAZIONE
Adempimenti (art. 5 comma 1 del Disciplinare)    Produttore    Il produttore di fagioli che intende porli in commercio con l’indicazione geografica protetta “Fagiolo di Sorana “ deve,prima di iniziare la coltivazione,iscrivere i terreni per la superficie massima di coltivazione in apposito elenco 3    COLTIVAZIONE
Adempimenti (art. 5 comma 2 del Disciplinare)    Produttore    I produttori che hanno i terreni inseriti nell’elenco ,di cui al comma 1 dell’art. 5 del disciplinare , entro il 31 maggio devono presentare all’organismo di controllo una dichiarazione di messa  a coltivazione dell’appezzamento di terreno . Entro la stessa data possono essere presentate le denuncie di variazione all’iscrizione stessa 4    COLTIVAZIONE
Adempimenti (art. 5 comma 3 del Disciplinare)    Produttore    I produttori ,di cui al comma 1 dell’art. 5 del disciplinare ,entro il 31 ottobre di ogni anno,sono tenuti a presentare all’ Organismo di Controllo  una dichiarazione sulla quantità ottenuta,con richiesta di certificazione di conformità della produzione all’ Organismo di Controllo individuato e,conseguentemente,dei contrassegni richiesti  .
5    COLTIVAZIONE
Zona e sottozona di produzione (art. 3, del Disciplinare)    Produttore    La zona di produzione del “Fagiolo di Sorana” è costituita dalla parte di territorio del comune di Pescia (PT) i cui confini sono i seguenti (i toponimi sono ricavati dai fogli catastali): partendo dalla località Ponte di Sorana ad Ovest il confine è rappresentato dalla strada comunale Ponte di Sorana fino alla sua confluenza con la strada comunale per Aramo, all’altezza del cimitero; da qui prosegue verso Nord Ovest lungo la strada comunale d’Aramo fino al bivio della Croce d’Aramo. Dal bivio segue la strada comunale per Pontito fino a Nord di Stiappa, all’altezza del Ponte Scassato. Il confine percorre l’alveo del Fosso di Pian del Rio sino alla confluenza con il Pescia di Pontito. Risale sul versante orientale lungo il Pescia di Pontito e l’Alveo del Fosso della Torbola, fino ad incontrare la strada comunale di Sorana (Ponte di Tito). Andando verso Sud segue tale strada fino ad incontrare la strada vicinale di Pian di Buti. Percorre tale strada fino all’incrocio con la strada del Montaione e lungo quest’ultima scende, fino all’altezza dell’incrocio con la strada vicinale del Sasso. Da qui prosegue lungo il fosso dei Ronchetti fino ad incontrare nuovamente la strada comunale di Montaione; scende lungo di questa e al primo tornante segue la linea ideale che lo collega con la località “Le Serre” e da qui alla località “La Villa”, sino a lambire l’abitato di Sorana. Continua lungo il vicolo dei Gelsi, scendendo fino ad incontrare (in località S. Antonio) la strada comunale da Sorana a Ponte di Sorana e la percorre fino al ponte da cui eravamo partiti.
All’interno di tale zona si distingue una sottozona, detta “di ghiareto”, posta a cavallo dell’asta del Pescia di Pontito, prevalentemente nel fondovalle e così delimitata: partendo da Nord, dal terreno di natura alluvionale lungo il corso del fiume fino al ponte di Castelvecchio. Da qui in sinistra idrografica il confine è costituito dalla strada comunale per Castelvecchio, fino al ponte di Sorana. In destra idrografica dell’area di natura alluvionale lungo il corso del Pescia di Pontito.
6    COLTIVAZIONE
Terreni (art. 4, comma 3, del Disciplinare)    Produttore    Sono idonei alla coltivazione del “Fagiolo di Sorana” i terreni sabbiosi della zona di produzione con esclusione di quelli con prevalenza strutturale della frazione argillosa.
I terreni devono essere facilmente irrigabili con le acque superficiali e di falda del bacino idrografico del Pescia di Pontito.
7    COLTIVAZIONE
Varietà (art. 2  comma 1 del Disciplinare)    Produttore    Il “Fagiolo di Sorana” è una leguminosa del tipo rampicante, appartenente alla specie botanica Phaseolus vulgaris L.  che, nella zona ,spesso supera i 5 metri di altezza . Il seme è ricavato dalla produzione dei primi tre palchi della pianta in loco (si hanno esempi di semi riprodotti da oltre un secolo ) a seguito di tali comportamenti si è creata una popolazione adattata all’ambiente (clima e terreni locali) che i genetisti definiscono ecotipo  .
8    COLTIVAZIONE
Concimazione (art. 4, comma 4, capoverso 1, del Disciplinare)    Produttore    La concimazione di fondo e quella di copertura è prevalentemente di tipo organico. Le quantità variano in relazione alla disponibilità aziendale di concime organico.
9    COLTIVAZIONE
Semina (art. 4, comma 4, capoverso 2, del Disciplinare)    Produttore    La semina deve essere eseguita previa adeguata lavorazione meccanica o manuale del terreno.
10    COLTIVAZIONE
Diserbanti-Raccolta (art. 4, comma 5 e 6  del Disciplinare)    Produttore    E’ vietata l’utilizzazione di diserbanti chimici La raccolta è effettuata generalmente a mano dalla pianta, al momento della quasi deiscenza delle valve dal baccello. Per completarne l’essiccamento la granella è tenuta esposta al sole 3-4 giorni, dopo di che è selezionata, sempre manualmente, eliminando i semi piccoli e malformati 11    COLTIVAZIONE
Resa produttiva (art. 4, comma 7, del Disciplinare)    Produttore    La produzione massima di granella secca per ogni 1.000 metri quadrati coltivati, non dovrà superare i 200 chilogrammi 12    COLTIVAZIONE
Caratteristiche della granella (art. 2, comma 2-3-4-5  del Disciplinare)    Produttore    Le principali caratteristiche esteriori della granella allo stato secco sono le seguenti : tegumento inconsistente o scarsamente consistente, che non è perduto durante la cottura; colore bianco latte, con leggere venature perlacee, oppure colore rosso vinato, con striature di colore più intenso; forma schiacciata, quasi piatta (denominata localmente “piattellino”) molto più piccola e diversa dal comune cannellino per il bianco , o quasi cilindrica, con tegumento più consistente, per il rosso 13    COLTIVAZIONE
Identificazione separazione e tracciabilità.    Produttore    Deve essere istituito un sistema di registrazioni che consenta identificazione e tracciabilità del prodotto.
14    INTERMEDIAZIONE
Identificazione separazione e tracciabilità    Intermediario    Deve essere istituito un sistema di registrazioni che consenta identificazione e tracciabilità deI prodotto.
15    STOCCAGGIO
Conservazione (art. 4, comma 6, capoversi 3, 4 e 5, del Disciplinare)    Produttore Intermediario Confezionatore     Nel caso che il prodotto raccolto non sia immediatamente confezionato, deve essere conservato in contenitori di vetro, di legno o di plastica per alimenti, con l’aggiunta di pepe in grani o radici di valeriana, ed, eventualmente foglie d’alloro, per evitare la diffusione e lo sviluppo d’insetti, particolarmente del tonchio (Acanthoscelides obtectus). La conservazione può essere effettuata anche a temperatura inferiore a 0 °C, sottovuoto o mediante l’uso di prodotti conservanti a norma di legge, indicati dall’Autorità sanitaria locale.
16    CONFEZIONAMENTO
Identificazione separazione e tracciabilità (art. 7 comma 3 del disciplinare )      Produttore Intermediario Confezionatore    Nell’ipotesi che il prodotto non sia confezionato in azienda,il produttore consegnerà al compratore apposita certificazione che dia diritto all’acquirente di ritirare i contrassegni da inserire nelle confezioni .
Ogni confezione dovrà essere adeguatamente sigillata .
17    CONFEZIONAMENTO
Identificazione separazione e tracciabilità    Confezionatore    Deve essere istituito un sistema di registrazioni che consenta identificazione e tracciabilità del prodotto.
18    IMMISSIONE AL CONSUMO
Caratteristiche del prodotto (art. 6, art. 4, comma 6, capoverso 2, del Disciplinare)    Confezionatore    Il prodotto ottenuto, allo stato di granella secca, selezionato, dovrà essere costituito da fagioli bianchi o rossi in possesso delle caratteristiche riportate al PC 12  .
Il prodotto al consumo può essere presentato con l’aggiunta di pepe in grani, o radici di valeriana, ed, eventualmente foglie d’alloro.
19    IMMISSIONE AL CONSUMO
Confezionamento (art. 7, comma 1, capoverso 1, comma 2, capoverso 2, del Disciplinare)    Confezionatore    Il “Fagiolo di Sorana” è confezionato per l’immissione al consumo in contenitori di vetro o in sacchetti di plastica per alimenti, di peso e dimensioni variabili in relazione alle richieste del mercato.  I contenitori dovranno contenere un contrassegno con il logo e la scritta I.G.P. “Fagiolo di Sorana”. Ogni confezione deve essere adeguatamente sigillata “.
20    IMMISSIONE AL CONSUMO
Contrassegni (art. 7, comma 1, capoverso 2, comma 2, capoverso 1,, commi 4, 5, 6, 7, 8, del Disciplinare)    Confezionatore    Le confezioni devono rispettare le norme di legge in vigore: in particolare ogni tipo di confezione deve riportare le indicazioni sull’annata di produzione e la data limite per il consumo.
E’ altresì obbligatorio riportare in etichetta la dizione Garantito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ai sensi dell’art. 10 del Reg. (CE) n. 510/2006
La confezione deve recare un contrassegno con il logo e la scritta I.G.P. “Fagiolo di Sorana” conformemente a quanto rappresentato ed indicato nel successivo capitolo caratteristiche simbolo “Fagiolo di Sorana “.
21    IMMISSIONE AL CONSUMO
Indicazioni aggiuntive sulle confezioni (art. 7, commi  10- 11- 12,-13  del Disciplinare)    Confezionatore    E’ consentito esclusivamente l’uso della menzione aggiuntiva: di ghiareto,di poggio, in relazione all’area di coltivazione (per la definizione della zona di Ghiareto vedi art. 3 del disciplinare di produzione, mentre con poggio s’intende l’area esterna al Ghiareto); bianco o rosso, in relazione al colore della granella.
E’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista nel disciplinare,ivi compreso gli aggettivi extra ,superiore ,fine ,scelto,selezionato  e similari .
E’ altresì consentito l’uso d’indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi d’impresa, non aventi significato laudativo e tali da trarre in inganno il consumatore e di quanto altro previsto dalla vigente legislazione in materia d’etichettatura.
Le eventuali menzioni aggiuntive e le indicazioni sopra specificate, ad eccezione del simbolo grafico del logo <> prevista dal regolamento CE 1726/98, devono avere carattere tipografico non superiore alla metà di quello usato per la denominazione.
 

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