Abbacchio Romano(IGP)
Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta "Abbacchio Romano"
Riconoscimento CE: Reg. CE n. 507 del 15.06.09 (GUCE L. 151 del 16.06.09)
ART. 1 Denominazione L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) "Abbacchio Romano" è riservata esclusivamente agli agnelli nati, allevati e macellati nel territorio di cui all’art. 3, che siano in regola con le norme dettate dal presente disciplinare di produzione e identificazione.
ART. 2 Descrizione del prodotto All’atto dell’immissione al consumo la carne di “Abbacchio Romano” presenta le seguenti caratteristiche: - Colore: rosa chiaro e grasso di copertura bianco; - Tessitura: fine; - Consistenza: compatta, leggermente infiltrata di grasso
ART. 3 Delimitazione dell’area di produzione La nascita, l’allevamento degli agnelli da latte e le operazioni di macellazione dell’“Abbacchio Romano” devono avvenire nel solo territorio della Regione Lazio, come meglio individuato dalla cartografia allegata.
ART. 4 Elementi comprovanti che il prodotto è originario della zona geografica di cui all’art. 3. Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna i prodotti in entrata ed i prodotti in uscita. In questo modo e attraverso l'iscrizione degli allevatori, macellatori e sezionatori/confezionatori in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo, nonché la tenuta di registri di produzione e condizionamento e la denuncia dei quantitativi prodotti, è garantita la tracciabilità e rintracciabilità da monte a valle della filiera produttiva. Inoltre, gli animali destinati alla produzione di Abbacchio Romano IGP dovranno essere identificati, non oltre 10 giorni dalla nascita, mediante apposizione sull'orecchio sinistro d'idonea fascetta o bottone auricolare contenente sul fronte il codice di identificazione 2 dell'allevamento completo di lettere e cifre e, sul retro, il numero progressivo del capo. Tutte le persone, fisiche o giuridiche iscritte nei relativi elenchi saranno assoggettate al controllo da parte dell'organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.
ART. 5 Metodo di ottenimento del prodotto Materia prima La materia prima dell’ “Abbacchio Romano” è costituita dalla carne e parti dell’animale di agnelli maschi e femmine appartenenti ai tipi genetici più diffusi nell’area geografica di cui all’art. 3: razza Sarda e suoi incroci, Comisana e suoi incroci, Sopravvissana e suoi incroci, Massese e suoi incroci, Merinizzata Italiana e suoi incroci. Gli agnelli vengono macellati tra 28 e 40 gg. di età. Gli agnelli sono distinti secondo quanto previsto dai regolamenti comunitari, nella seguente tipologia: - Agnello “da latte” (sino ai 8 kg di peso morto) Metodo di allevamento Gli agnelli sono allevati allo stato brado e semibrado. E’ consentito, il ricovero in idonee strutture il cui stato igienico-sanitario garantisca il benessere degli animali, con particolare riguardo al buon grado di aerazione, illuminazione naturale e pavimentazione. Gli agnelli devono essere nutriti con latte materno (allattamento naturale). E’ consentita l’integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee. Le pecore matricine usufruiscono di pascoli naturali, prati-pascolo ed erbai tipici dell’area geografica di produzione di cui all’art. 3. E’ ammesso il ricorso all’integrazione con foraggi secchi e con concentrati, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi e di organismi geneticamente modificati. Gli agnelli e le pecore matricine non devono essere soggetti a forzature alimentari, a stress ambientali e/o sofisticazioni ormonali, finalizzate ad incrementare la produzione. Nel periodo estivo, è consentita la tradizionale pratica della monticazione. Macellazione L’attività di macellazione, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, dovrà avvenire entro 24 ore dal conferimento al mattatoio, mediante recisione netta della vena giugulare, a cui segue lo spellamento e la contemporanea recisione delle zampe anteriori e posteriori. La carcassa che ne deriva, dovrà essere liberata dell’apparato intestinale, ivi compresa l’asportazione della cistifellea dal fegato, il quale deve restare integro all’interno della carcassa unitamente alla coratella. Nella fase successiva la carcassa dovrà essere condizionata secondo le tradizionali procedure con il peritoneo aderente alla carcassa. La carcassa di “Abbacchio Romano” deve presentare alla macellazione le seguenti caratteristiche: - Peso carcassa a freddo, senza pelle, con testa e corata: massimo 8 kg; - Colore della carne: rosa chiaro (il rilievo va fatto sui muscoli interni della parete addominale); - Consistenza delle masse muscolari: solida (assenza di sierosità); - Colore del grasso: bianco; - Consistenza del grasso: solido (il rilievo va fatto, sulla massa adiposa che sovrasta l’attacco della coda, a temperatura ambiente di 18-20°C); - Copertura adiposa: moderatamente coperta la superficie esterna della carcassa, non eccessivamente i reni. L’agnello designato dall’Indicazione Geografica Protetta “Abbacchio Romano”, può essere immesso al consumo intero e/o porzionato secondo i tagli che seguono: - Intero; - Mezzena: ricavata mediante il taglio sagittale della carcassa in parti simmetriche; - Spalla; - Coscio; - Costolette; - Testa e coratella (cuore, polmone e fegato)
ART. 6 Elementi che comprovano il legame con l’ambiente Gli elementi che comprovano il legame con l’ambiente sono rappresentati da: 1.1. Fattori naturali 6.1.1. L’intero territorio della regione Lazio permette, con le proprie caratteristiche pedoclimatiche, quali: - rilievi di varia natura (monti calcarei, vulcanici, colline, pianure alluvionali); - temperatura media annuale variabile tra 13-16°C; - precipitazioni annuali comprese tra valori minimi di 650 mm lungo la fascia litoranea, di 1.000-1.500 mm nelle pianure interne fino ai 1.800- 2.000 mm in corrispondenza del Terminillo e dei Simbruini; - di sfruttare le condizione migliori per l’allevamento degli ovini, senza provocare stress all’animale. I fattori naturali consentono alle pecore matricine di utilizzare i prati naturali e pratipascolo, in modo da conferire particolari qualità al latte destinato all’alimentazione degli agnelli, e di conseguenza alla carne, determinando un sinergismo eccezionalmente favorevole oltre che per la qualità anche per l’omogeneità dei suoi caratteri. 1.2.Fattori Umani Il prodotto Abbacchio Romano ha, fin dai tempi remoti, un forte legame con la ruralità regionale, dimostrato non solo dall’importanza che l’allevamento ovino ha nell’economia e nelle tradizioni dell’intera Regione Lazio, ma anche e soprattutto dalla reputazione che lo stesso ha da sempre dimostrato di possedere presso il consumatore. Infatti, il prodotto, fin dai tempi più antichi, ha una notevole influenza sulla gastronomia regionale. Infatti esso risulta avere un ruolo fondamentale nella cucina romana e laziale, tanto da dare origine a circa cento piatti diversi. A livello sociale questo legame è dimostrato dalle numerose sagre, feste campestri e manifestazioni popolari che hanno come oggetto l'abbacchio romano e che si svolgono su tutto il territorio della Regione Lazio. Particolare è anche l'utilizzo del termine romanesco Abbacchio, che risulta essere univoco. Infatti, dal vocabolario romanesco di Chiappini

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