“Seed Savers”, tesorieri della vita

varietà di lattuga francese Oreilles du Diable

Che pomodori, peperoni, broccoli e affini andassero considerati beni preziosi ce lo aveva insegnato già da tempo il carovita galoppante, ma chi avrebbe mai detto che tra i vegetali transitanti sulle nostre tavole si potessero annoverare specie sulla via dell’estinzione? Eppure è tristemente vero!
Il fenomeno ha preso le mosse ben prima dell’avvento dei famigerati OGM, dal momento in cui le ditte sementiere, al fine di standardizzare il mercato a proprio favore, abolirono la riproduzione delle varietà giudicate “poco redditizie”. Ubi maior minor cessat. Uno scotto necessario da pagare per l’irrinunciabile “progresso”?
Su questo hanno molto da obiettare i membri della rete mondiale dei Seed Savers (salvatori di semi), senza il cui capillare intervento migliaia di ecotipi di frutta e verdura, specialmente i più antichi, sarebbero andati oggi irrimediabilmente perduti.
Riportiamo l’opinione di Rand Burkert, insegnante di inglese originario del Wisconsin e coltivatore biologico per passione: “Il compito di noi Seed Savers – spiega – è quello di moltiplicare nei nostri orti le sementi che abbiamo reperito in famiglia o che ci sono state donate, per poi ridistribuirle.

Rand BurkertRand Burkert

Sta proprio qui il nocciolo della questione: contro una filosofia agricola che tende sempre più all’omologazione e all’appiattimento dei sapori, occorre ripristinare la continuità della trasmissione delle sementi da una generazione alla successiva.
In Umbria ho trovato un’enorme ricchezza di varietà locali, spesso in orti di anziani ancora dediti alle colture ereditate dal passato, un tale patrimonio da salvaguardare non si riferisce solo alla biodiversità: ogni seme racchiude in sé la testimonianza di un’intera civiltà contadina, con tutta la sua storia e conoscenza.
Molti decantano i prodigi della ricerca biotech, a mio avviso un rigoglioso campo di mais transgenico potrà pure costituire un vanto, ma non è certo una vittoria per il pianeta.”

Il rarissimo pomodoro "Cherokee Purple", già coltivato dai pellerossaIl rarissimo pomodoro “Cherokee Purple”,
già coltivato dai Pellerossa

Un altro tesoro da proteggere:
la zucca “Galeaux d’Eysines”

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